Dall’ASSR della Regione Emilia-Romagna il “Compendio delle principali misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza”.

Staphylococcus aureus
Le infezioni correlate all’assistenza sono infezioni acquisite in ospedale o in altri ambiti assistenziali (struttura residenziale di lungodegenza, ambulatorio, centro di dialisi, day-surgery, domicilio). Interessano prevalentemente i pazienti, ma più raramente possono interessare anche operatori sanitari, studenti e personale di assistenza volontario.
Sono frequenti, interessando il 5-10% di tutti i pazienti ricoverati in ospedale, e hanno un elevato impatto clinico ed economico. Si dimostrano spesso difficili da trattare a causa delle resistenze agli antibiotici sempre più diffuse. In alcuni casi come le polmoniti si stima una mortalità del 20-30%. Il 20% in media è prevenibile con l’adozione di misure di provata efficacia.
Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 30-35% di tutte le infezioni correlate all’assistenza. Le altre principali localizzazioni sono quelle del sito chirurgico, dell’apparato respiratorio e le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie).
I fattori di rischio sono numerosi. I principali sono l’esposizione a procedure invasive diagnostiche o terapeutiche e la presenza di condizioni o malattie che aumentano la suscettibilità alle infezioni.
L’Italia è uno dei paesi europei con la proporzione più elevata di infezioni sistemiche sostenute dal temibile Staphylococcus aureus meticillina-resistente (MRSA). Sulla base delle indicazioni della letteratura e degli studi multicentrici effettuati in questi anni, si può stimare che in Italia dal 5 all’8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera: si può, pertanto, ritenere che ogni anno in Italia si verifichino dalle 450.000 alle 700.000 infezioni in pazienti ricoverati in ospedale, soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi.
Poiché le infezioni ospedaliere potenzialmente prevenibili rappresentano il 30% circa di quelle insorte, si può stimare che ogni anno vi siano fra le 135.000 e le 210.000 infezioni prevenibili. Queste forme sono causa di decesso nell’1% dei casi: questo vuol dire che i decessi prevenibili in Italia in un anno sono tra i 1.350 e i 2.100.
Nell’ambito del progetto “Prevenzione e controllo delle infezioni nelle organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie – INF-OSS”, l’Agenzia sanitaria e sociale regionale della Regione Emilia-Romagna mette a disposizione il Compendio delle principali misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all’assistenza, un corposo documento con specifiche indicazioni da adottare nella pratica assistenziale. Tra i temi:
- le misure di pulizia, disinfezione e sterilizzazione;
- l’igiene delle mani;
- le precauzioni standard e misure di isolamento;
- la prevenzione delle infezioni urinarie correlate a cateterismo urinario;
- la prevenzione delle infezioni correlate a cateterismo intravascolare;
- la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico;
- la prevenzione delle polmoniti batteriche correlate a procedure invasive.
Foto: TheJCB

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