Linee-guida per la gestione dell’emergenza-urgenza pediatrica nella Regione Piemonte

ORGANIZZAZIONE DELL’URGENZA/EMERGENZA PEDIATRICA

La realizzazione di un sistema per l’emergenza/urgenza fatto su misura per l’età evolutiva richiede che ogni ASR predisponga per la propria realtà aziendale, nella realtà del proprio territorio geografico e nella realtà della collaborazione con altre AASSRR dell’area funzionale sovrazonale, un’organizzazione aziendale di gestione dell’emergenza/urgenza pediatrica che coinvolga l’assistenza territoriale, il sistema di emergenza 118 e l’assistenza ospedaliera nelle sue diverse potenzialità assistenziali, con il superamento delle “rigidità organizzative” e la elaborazione di modelli a maggiore flessibilità, con ulteriore sviluppo delle integrazioni multiprofessionali sanitarie, assistenziali e sociali.

Tale sistema si articola in una fase pre-ospedaliera che comprende sia l’urgenza/emergenza territoriale e le cure primarie, che la rete dell’urgenza/emergenza territoriale “118, ed in una fase ospedaliera che comprende sia la rete dell’urgenza/emergenza ospedaliera con le sue funzioni sia la rete delle patologie complesse.

Gli attori coinvolti nel sistema di urgenza- emergenza pediatrica sono:

per la fase pre-ospedaliera per la fase ospedaliera
PLS
MMG
pediatria di comunità/consultori
continuità assistenziale
118 e la sua rete
PS/ DEA I° livello
UOA Pediatria
DEA II° livello
Le reti per le patologie complesse attualmente attive nel SSR o in corso di realizzazione

I protocolli dovranno tener conto delle raccomandazioni relative alle diverse fasce di età e della necessità di assistere il bambino nel luogo più appropriato:

  • servizi di territorio per i codici bianchi e per quelli verdi a basso rischio clinico,
  • trasporto da parte del 118, quando la situazione clinica lo permetta e secondo protocolli condivisi, non all’ospedale più vicino ma a quello più idoneo ad affrontare il bisogno di salute che in quel momento presenta il bambino,
  • ospedale per le urgenze ad alto rischio e per le emergenze (codici gialli e rossi). L’assistenza ospedaliera va definita nelle diverse possibilità assistenziali che il singolo nosocomio può fornire per evitare dispersione di risorse e per creare una vera rete di assistenza dove ognuno fa ciò che è più utile garantendo al bambino le cure migliori, nell’ospedale più adatto alle sue necessità.

FASE PRE-OSPEDALIERA

A ) IL SISTEMA DELLE CURE PRIMARIE

Il sistema attuale presenta un disequilibrio tra ricorso ai servizi ospedalieri versus quelli territoriali nei casi “urgenti”.
Per ridurre il ricorso improprio al PS e migliorare l’assistenza pediatrica territoriale creando ilminor disagio possibile ai piccoli pazienti e alle loro famiglie occorre:

  • una capillare diffusione della conoscenza dei servizi messi a disposizione,
  • l’adesione di tutti i servizi a protocolli comuni che limitino il ricorso a più servizi “alla ricerca della risposta giusta”,
  • il raccordo con le Unità di cure primarie pediatriche,
  • l’integrazione con i servizi infermieristici territoriali e coi medici di medicina generale dove ci sia carenza di pediatri di famiglia ed i minori siano assistiti dai MMG,
  • la formazione alle problematiche pediatriche e la possibilità per i medici della continuità assistenziale di potersi confrontare telefonicamente con un pediatra reperibile.

Il protocollo di gestione dell’emergenza/urgenza pediatrica dell’ASL per questa fase deve prevedere l’integrazione dei servizi e la valorizzazione della presa in carico del minore nel sistema di cure primarie, dove l’aspetto relazionale, educativo, di empowerment della famiglia possano essere svolte nei tempi e nei modi ritenuti più efficaci.

Obiettivi specifici dell’integrazione dei servizi al fine di trattenere i codici bianchi nella fase preospedaliera, sono:

  • valorizzare il ruolo dei PLS nella educazione al corretto uso dei servizi d’urgenza/emergenza e sul comportamento in caso di incidente maggiore e catastrofe;
  • facilitare l’accesso/contatto ai servizi per l’infanzia delle cure primarie (PLS, consultori e sostegno all’allattamento, servizi infermieristici con orari di apertura coordinati che possano garantire la massima copertura possibile, con particolare attenzione alla situazione dei grossi centri urbani;
  • rendere efficaci e più diffuse le nuove modalità organizzative della pediatria di libera scelta, investendo in comunicazione e informazione, monitorando il fenomeno, promuovendo l’accesso all’assistenza di base nelle cure primarie, non soltanto per gli “iscritti”, ma per tutti i bambini, soprattutto per i non residenti e stranieri che non possono iscriversi al SSN;
  • implementare l’integrazione tra le prestazioni sanitarie e quelle assistenziali/sociali per ottimizzare la gestione dei pazienti cronici, disabili, poli-patologici e con maggiori fragilità;
  • aumentare le sinergie tra diversi professionisti per garantire, in carenza di pediatri, l’assistenza specialistica nelle fasce di età più basse;
  • predisporre strumenti operativi che permettano una collaborazione tra ospedale e territorio: es. protocolli assistenziali condivisi per la gestione di situazioni urgenti, canali di comunicazione sempre più efficienti (contatti telefonici, telematici, informatici,un ‘accurata compilazione dell’Agenda della salute del bambino,etc.);
  • definire protocolli condivisi per le “dimissioni protette”, in collaborazione tra ospedale, PLS, pediatria di comunità e servizio delle “cure domiciliari”;
  • coinvolgere i Medici di Medicina Generale (MMG) che hanno in carico bambini in tutte le iniziative elencate;
  • coinvolgere i medici di continuità assistenziale nell’elaborazione dei protocolli assistenziali, percorsi e soluzioni organizzative relative all’emergenza/urgenza;
  • favorire in tutti gli attori dell’assistenza territoriale e ospedaliera la conoscenza della rete dell’urgenza/emergenza pediatrica per garantire al bambino sempre la migliore assistenza possibile nel luogo più idoneo alle sue peculiari caratteristiche;
  • incrementare la segnalazione dei casi complessi domiciliati ed in particolare quelli in cure palliative al 118.

B) LA RETE DELL’EMERGENZA “118”

L’organizzazione del sistema di trasporto per la mobilizzazione del paziente pediatrico è interamente basato sul sistema 118.
La maggior parte dei trasporti pediatrici del 118 riguardano bambini traumatizzati (gli incidenti sono la più alta causa di morte dopo il primo anno di vita).
Nonostante la complessità organizzativa e la sicura efficienza ed efficacia del servizio di emergenza territoriale piemontese le prestazioni pediatriche del 118 sono poco numerose. La facilità con cui il bambino è trasportabile induce i genitori a portarlo direttamente in PS (dati della SIMEUP indicano che il 95% delle vere urgenze che giunge nei pronto soccorso pediatrici italiani non utilizza il sistema dell’emergenza territoriale).

I principi della gestione dell’urgenza/emergenza pediatrica e del trasporto che ne dettano l’organizzazione, sono:

  • la rapida presa in carico;
  • l’avvio nella struttura dove potrà ricevere le cure definitive (“centralizzazione primaria”);
  • in caso di instabilità clinica e/o di difficoltà logistiche l’avvio nella sede più vicina dove è possibile una stabilizzazione con successivo eventuale trasporto nel luogo di cura definitivo (“centralizzazione secondaria”);
  • l’organizzazione di un sistema di trasporto per la mobilizzazione del paziente pediatrico attraverso gli snodi della rete interamente basato sull’esistente supporto del 118 con l’utilizzo di protocolli pediatrici e strumentazione relativa;
  • la definizione di modalità di “trasporto pediatrico secondario” da effettuare con personale di accompagnamento, che deve essere valutato di volta in volta, a seconda della situazione clinica per professionalità, competenza e disponibilità. La destinazione del paziente deve avvenire secondo protocolli che ciascuna centrale operativa dovrà elaborare tenendo conto dei criteri di appropriatezza all’interno della rete;
  • l’implementazione del sistema di monitoraggio, aggiornato in tempo reale, della disponibilità di posti letto nelle Terapie Intensive Pediatriche (TIP);
  • l’implementazione delle consulenze specialistiche già durante le prime fasi dell’assistenza anche attraverso la telemedicina;
  • l’implementazione della segnalazione di trasporto di un paziente pediatrico grave in PS/DEA;
  • il miglioramento delle competenze pediatriche degli operatori: mantenendo un programma formativo continuo come specificato nella sezione dedicata alla formazione;
  • la presenza di almeno una figura pediatrica nel comitato tecnico del dipartimento interaziendale del 118 nelle riunioni dedicate alla emergenza pediatrica che possa collaborare nella programmazione di tutte le attività pediatriche del sistema di emergenza territoriale.

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