I cittadini e l’uso non appropriato del Pronto Soccorso

In uno studio a Ravenna i motivi dell’uso inappropriato del servizio per le emergenze.

Negli ultimi 5 anni il servizio di Pronto Soccorso nella AUSL di Ravenna si è confrontato con un’affluenza in continuo aumento soprattutto per problematiche non urgenti, registrando tra il 30 e il 50% dei codici bianchi dell’Emilia-Romagna. Nel 2008 gli accessi sono stati quasi 200mila con un tasso medio di circa 510 accessi ogni 1.000 residenti e con un aumento complessivo del 4,3% rispetto al 2007 e dell’8,5% rispetto al 2005. I codici bianchi e verdi, invece, sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente e del 17% rispetto al 2005.

Come valutare il grado di non appropriatezza nell’uso del pronto soccorso? Quali sono le ragioni che inducono i cittadini a far uso del servizio per le emergenze? Per rispondere a queste domande l’AUSL di Ravenna e l’Agenzia Sanitaria Emilia-Romagna hanno avviato un’indagine conoscitiva. Lo studio trasversale di prevalenza ha previsto il coinvolgimento e l’intervista di 314 pazienti in attesa in Pronto Soccorso per condizioni di urgenza differibile (70% in codice verde) o non urgenti (30% in codice bianco).

Si è stimato che gli accessi identificabili come non appropriati rappresentano il 48% del campione totale. In particolare, l’inappropriatezza è risultata del 35% per i codici verdi e del 93% per i codici bianchi.

La definizione operativa di inappropriatezza stabilita da questo gruppo di lavoro ha portato a risultati in parte diversi da quelli della letteratura. I fattori maggiormente associati all’uso non appropriato del PS non sono solo caratteristiche psicologiche come la percezione soggettiva di dolore, di urgenza o di gravità oppure caratteristiche organizzative come la vicinanza all’abitazione, l’apertura continua, l’assenza del medico di famiglia o la mancata conoscenza dei servizi alternativi territoriali. Sono in misura particolare, invece, soprattutto l’etnia, la condizione occupazionale, la modalità di arrivo al PS (auto invio), il tempo intercorso fra l’insorgenza del problema e la scelta di recarsi in PS, la fiducia nel PS.

Alla luce di questi risultati alcune chiamate in causa, come la responsabilità di altri professionisti del settore o di altre parti del sistema organizzativo sull’affollamento del Pronto Soccorso, potrebbero ritenersi dei luoghi comuni. Tuttavia – concludono gli autori – in letteratura non esiste un criterio condiviso per identificare un accesso come non appropriato e questo comporta una minore confrontabilità dei dati.

Bibliografia: Di Tommaso F, Falasca P, Calderone B, Nicoli MA, Berardo A, Rossi A. Analisi dei fattori psico-sociali e sanitari che hanno indotto i cittadini all’uso non appropriato del pronto soccorso nella AUSL di Ravenna nel 2008. Not Ist Super Sanità 2010;23(2):iii-iv

Foto: LEO™

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