Ferite e traumi. Cosa fare contro il tetano?

Piccole lesioni della cute in persone non vaccinate possono aprire la porta a una malattia lunga, difficile da curare e mortale nel 40% dei casi.

Il tetano è una grave malattia infettiva non contagiosa prodotta dalla tossina del batterio Clostridium tetani in seguito al suo ingresso nell’organismo attraverso ferite anche modeste. In base ai dati dell’Oms, nel 2005 sono stati riportati nel mondo 15.516 casi di tetano e, fra il 2000 e il 2003, sono stati stimati 290 mila morti. Nonostante i grandi successi raggiunti, l’incidenza del tetano in Italia è circa 10 volte superiore alla media europea e statunitense. Resta quindi fondamentale offrire la vaccinazione a chi non è vaccinato, soprattutto ai bambini e alle persone anziane e controllare periodicamente lo stato dei richiami. E’ inoltre molto importante verificare lo stato vaccinale per il tetano in occasione di ogni tipo di ferita.

Chi è regolarmente vaccinato, avendo ricevuto 3 dosi di vaccino nei tempi prescritti, ed è andato incontro ad una ferita non contaminata e di poca importanza dovrà ricevere subito una dose di vaccino solo se sono passati più di 10 anni dalla somministrazione dell’ultima dose. Se è andato incontro ad una ferita contaminata e più grave, dovrà ricevere subito una dose di vaccino solo se sono passati più di 5 anni dalla somministrazione dell’ultima dose.

Chi non è regolarmente vaccinato o non conosce con esattezza il proprio stato vaccinale dovrà ricevere subito (al massimo entro 24 ore dalla ferita), soprattutto se la ferita è grave e potenzialmente contaminata, le immunoglobuline antitetaniche di origine umana e il vaccino antitetanico. Questi medicinali possono essere somministrati contemporaneamente per via intramuscolare ma in sedi corporee diverse.

Il vaccino antitetanico è disponibile come Tetano singolo TT, in combinazione con il vaccino antidifterico dT (vaccino antidifto-tetanico per adolescenti e adulti) oppure associato anche ad altri vaccini autorizzati solo ad uso pediatrico come il DTPa (vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare). Per soggetti di 7 anni o più si preferisce il dTpa (vaccino antidifto-tetanico-pertossico acellulare per adolescenti e adulti) oppure il dT rispetto al solo tossoide tetanico TT. Per bambini di età inferiore ai 7 anni si raccomanda il DTPa o, se l’antipertosse è controindicato, viene dato il DT (difterite-tetano).

Le immunoglobuline umane antitetaniche offrono una copertura pronta ma limitata a circa 20 giorni e non devono essere confuse dagli infortunati con il vaccino vero e proprio. Il dosaggio è di 250 unità da aumentare a 500 unità se sono trascorse più di 12-24 ore dall’esposizione, se c’è un rischio alto di contaminazione o se il paziente pesa più di 90 kg.

Le ferite a rischio di tetano sono quelle contaminate da sporcizia, feci, terriccio e saliva, quelle lacere e quelle causate da punture o morsi di animali, proiettili, schiacciamento, ustioni o congelamento. Il trattamento corretto è essenziale: si devono allontanare eventuali corpi estranei o zone di necrosi e irrigare le ferite con idonee soluzioni disinfettanti. L’uso di antibiotici (benzilpenicillina, amoxicillina + acido clavulanico o metronidazolo) su giudizio del medico può contribuire a ridurre il rischio.

Molte credenze sui rischi dei vaccini non sono basate su prove scientifiche. Rinviare o rinunciare alla vaccinazione sulla base di controindicazioni sbagliate o sulle voci irresponsabili provenienti da gruppi antivaccinali, particolarmente attivi anche su internet, può avere serie conseguenze. Il caso di pochi anni fa di un bambino di 34 mesi lo testimonia.

Alla pagina Tetano e antitetanica della nostra guida potete trovare altre informazioni e il calendario vaccinale.

Fonti:

  • EpiCentro – Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
  • NIV – Network Italiano dei servizi di Vaccinazione

Aggiornato il 14 marzo 2012

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


336 commenti per Ferite e traumi. Cosa fare contro il tetano?

  • luisa

    Salve dottore. L’altro ieri in palestra mi sono procurata una ferita sullo stinco con una pedana di ferro. La ferita è simile ad una sbucciatura ed è uscito un po’ di sangue era anche un po’gonfia .la gamba era coperta dal pantalone della tuta. Ho potuto disinfettare la ferita solo dopo circa un’ora e mezza con alcool etilico. Dopo circa tre ore ho disinfettato di nuovo con acqua ossigenata. Non sono protetta, ho 25 anni e a come ricordo ho saltato anche l’ultimo richiamo che avrei dovuto fare a 16 anni circa . corro dei rischi? La ringrazio per la disponibilità.

    • Salve Luisa. Piccole ferite da punta, come quelle da spina di rosa, o molte sbucciature (vere e proprie piccole ferite lacero-conture) sono le lesioni a rischio più comuni. Il rischio è ridotto per chi ha ricevuto un ciclo vaccinale di base completo anche molti anni prima ma il grado di copertura residua deve essere sempre ritenuto insufficiente se l’ultimo richiamo è stato fatto da più di 10 anni. Se è così, occorrono le immunoglobuline antitetaniche e una dose di richiamo di vaccino.

  • Beppe

    Salve Dottore,
    Una curiosità…dopo quanti giorni al massimo ha senso fare le immunoglobuline dopo essersi procurato una ferita poco profonda(2 mm al max) e a margini netti?
    Dopo 6 gg potrebbe comunque avere un utilità?
    Grazie

    • Salve Beppe. Il periodo d’incubazione del tetano va nella maggior parte dei casi tra i 3 e i 21 giorni. Le immunoglobuline, inoltre, vengono utilizzate anche in caso di tetano conclamato. Quindi non esiste un vero e proprio limite temporale.
      È invece opportuno valutare se la ferita, per quanto piccola e lineare, è stata contaminata da feci, saliva, terriccio o altri corpi estranei. Tanto per fare un esempio, purtroppo possono essere a rischio anche le ferite apparentemente banali da spine di rosa.
      D’altra parte va sempre considerato che le immunoglobuline sono emoderivati e che la possibilità di trasmissione di virus esiste. Si tratta, però, di prodotti studiatissimi: non vi sono segnalazioni di casi di trasmissione di virus con la somministrazione occasionale di gammaglobuline antitetaniche per via intramuscolare.

  • Simone

    Buongiorno! 17 giorni fa mi sono procurato una ferita lieve con le chiavi di casa. Visto però che non effettuavo richiami dopo i cicli completati da bambino, dopo 4 giorni il medico ha ritenuto opportuno effettuare un richiamo. Dopo tre giorni dal richiamo ho iniziato ad avvertire una forte tensione a livello del collo e degli zigomi. Ora, siccome la tensione persiste, trascorsi 13 giorni dal richiamo vorrei escludere che possa essere una sintomatologia da infezione tetanica. Possono queste tensioni essere correlate magari ad un effetto collaterale del vaccino? A livello teorico, io dovrei essere completamente protetto, giusto? Grazie in anticipo.

  • Assuntina

    Salve dottore…2 settimane fa mi sono punta con un chiodo arrugginito…ho disinfettato la ferita con alcol e ho preso subito un antibiotico…solo 3 giorni dopo sono andata in pronto soccorso dove mi hanno somministrato l’emoglubuline 500 + ho fatto un richiamo…secondo lei posso stare tranquilla? O sono andata troppo tardi? In più leggendo su internet sembra che ogni sintomo ce l’ho io premetto che sono ipocondriaca… La ringrazio anticipatamente per la risposta

    • Salve Assuntina. Tenga conto che chi ha fatto un ciclo vaccinale di base, anche se lontano nel tempo o da bambino, ha comunque una protezione. Con le immunoglobuline e il richiamo la protezione viene completata.
      Non si allarmi, quindi.

  • Assuntina

    La ringrazio della risposta dottore…io da piccola ho fatto le 3 dosi e il richiamo a 6 anni dopodiché non ho fatto più nulla..ora ho 26 anni non pensa che è passato troppo tempo per essere ancora coperta? E per quanto riguarda l’immonuglobuline fatte in ritardo secondo lei non sono servite?

    • Assuntina, non è passato troppo tempo dalle tre dosi di base. Tant’è vero che a distanza di tanti anni si raccomanda di effettuare solo un richiamo e non di nuovo tutto il ciclo di base.
      Le immunoglobuline sono anticorpi già pronti in attesa che il richiamo rafforzi l’effetto del ciclo di base. È quindi tutto ciò che si doveva fare.

  • Assuntina

    Quindi posso stare tranquilla? Scusami ma sono due settimane che non faccio altro che pensare a questa cosa e non sto vivendo più bene.la ringrazio… buona giornata

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