La sicurezza dei pazienti in ambulanza

Pubblicata la raccomandazione del Ministero della Salute sulla sicurezza del sistema di trasporto dei pazienti.

Il trasporto di un paziente rappresenta un momento complesso dell’assistenza sanitaria e richiede una gestione articolata e competenze specifiche.

Poche settimane fa una persona è morta a Bari in seguito alla caduta a terra da un’ambulanza in movimento. L’esito tragico di questo triste caso, ora all’esame della magistratura, è un evento raro ma non per questo impossibile o imprevedibile.

In passato alcuni eventi sono stati erroneamente attribuiti alla fatalità quando in effetti potevano essere chiamati in causa errori di procedura operativa o condizioni di lavoro fuori standard. Basti pensare alla qualità della verifica delle attrezzature di bordo di un’ambulanza oppure alla estrema difficoltà a reperire personale di supporto in caso di agitazione psico-motoria di un paziente o di una emergenza fuori dal comune.

In seguito agli ultimi fatti di cronaca, il presidente dell’ACOI Rodolfo Vincenti ha lanciato un appello: «Rivolgo un forte richiamo e invito alle maggiori istituzioni della sanità: ministero, assessorati, direzioni generali. Non servono solo agenzie garanti, serve maggiore formazione per tutti e la diffusione del concetto della indispensabilità del cambiamento culturale: la gestione del rischio e la ricerca della qualità sono gli strumenti».

«Servono maggiore attenzione ed umiltà – prosegue Vincenti – minore superficialità, dedizione alla ricerca delle procedure di controllo corrette, migliore empatia con il cittadino, un reale lavoro in equipe, minori carichi di lavoro e forte supporto dell’alta dirigenza con adeguati strumenti di verifica e di valutazione meritocratica».

In questa direzione il Ministero della Salute ha pubblicato ieri la Raccomandazione n°11 per la prevenzione della morte o di un grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto, redatta dalla Direzione Generale della programmazione sanitaria e dei principi etici di sistema. Il documento, di cui riportiamo di seguito la trascrizione integrale e i riferimenti per il download dell’originale, è stato sottoposto all’attenzione del Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la Sicurezza dei pazienti per le eventuali modifiche.

La Raccomandazione riguarda tutti i pazienti che necessitano di trasporto da e verso strutture sanitarie. L’obiettivo è la prevenzione della morte o del grave danno conseguenti ad un malfunzionamento del sistema di trasporto sanitario di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

Il documento è rivolto alle Direzioni aziendali, al Sistema di emergenza territoriale 118, alle organizzazioni di volontariato che si occupano di trasporto sanitario e a tutti gli operatori coinvolti nel sistema di trasporto di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero)

Ministero della Salute
Dipartimento della qualit�
Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema
Ufficio III

La morte o il grave danno subito dal paziente a seguito di malfunzionamento del sistema di trasporto sia in ambito ospedaliero che extraospedaliero rappresenta un evento sentinella spesso indicativo di carenze organizzative.

Il sistema di trasporto dei pazienti, sia all’interno delle strutture ospedaliere che in maggior misura in ambito extraospedaliero, rappresenta un elemento di fondamentale importanza nel processo assistenziale, in ragione della tempestività degli interventi e dell’effettuazione in sicurezza degli stessi.

La conoscenza e la valutazione dei fattori di rischio collegati alle diverse tipologie di trasporto sanitario consentono di attuare una gestione efficace e sicura dei pazienti che devono essere trasportati.

La presente Raccomandazione si pone come strumento metodologico di supporto a tutti gli operatori sanitari nella prevenzione dell’evento sentinella Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero).
Raccomandazione n. 11, Gennaio 2010

1. Premessa

Il trasporto di un paziente rappresenta un momento importante nel continuum dell’assistenza sanitaria che richiede una gestione articolata e complessa e competenze specifiche.

Il trasporto sanitario può avvenire essenzialmente in condizione di urgenza ed in condizione ordinaria programmabile.

A. Il trasporto sanitario in condizione di urgenza viene essenzialmente eseguito dal luogo dell’improvvisa insorgenza di una patologia o di un infortunio verso le strutture sanitarie di riferimento e spesso presenta la classica tipologia del trasporto sanitario primario. Tale tipologia di trasporto prevede, in alcuni casi, l’utilizzo di mezzi di trasporto aereo o di altri mezzi di intervento sanitario rapido alternativi alle autoambulanze, quali l’elicottero e le idroambulanze.

Il trasporto d’urgenza viene altresì classificato in due importanti categorie:
il trasporto sanitario primario ed il trasporto sanitario secondario.

  • Il trasporto sanitario primario o trasporto preospedaliero è volto al trasferimento di un paziente dal luogo di insorgenza della patologia acuta e dell’infortunio alla struttura sanitaria.
  • Il trasporto sanitario secondario o interospedaliero è il trasporto di pazienti in continuità di soccorso da una struttura di livello assistenziale inferiore ad una superiore, ad esempio, il trasferimento verso strutture per l’esecuzione di prestazioni diagnostiche o terapeutiche di particolare complessità, come nel caso di trasferimento da una struttura spoke ad un hub della rete assistenziale.

B. Il trasporto sanitario in condizione ordinaria programmabile di pazienti autonomi o che necessitano di assistenza, si articola prevalentemente nelle seguenti tipologie:

  • trasporto sanitario per diagnostica
  • trasporto sanitario per prestazioni non presenti nella struttura e/o ricovero in area a maggiore complessità assistenziale
  • trasporto per ricovero in area a minore complessità assistenziale
  • accesso per ricovero con ambulanza
  • dimissioni con ambulanza
  • trasporto sanitario per riabilitazione
  • trasporto sanitario per dialisi.

Un’ulteriore tipologia di trasporto, in urgenza o programmato, è rappresentata da quello intraospedaliero, di fatto estremamente frequente negli ospedali a padiglioni e che, seppur effettuato all’interno della struttura ospedaliera e pertanto in ambiente protetto, non si presenta privo di rischi poiché spesso coinvolge il trasporto di pazienti instabili dalle aree di emergenza verso le Unità Operative di ricovero e verso i servizi di diagnostica.

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11 commenti per La sicurezza dei pazienti in ambulanza

  • michele

    gradirei porre una domanda:durante un tasporto secondario non urgente,(dimissioni)le normative vigenti in materia consentono che SOLO il famigliare presti assistenza al ammalato durante il il trasporto a domicilio????? e legale??? nella mia realtà Si..non ho trovato risposte!!!!!grazie

    • Nel caso specifico non esiste uno schema di riferimento ma questa Raccomandazione vincola le organizzazioni che si occupano di trasporto sanitario (ospedali, 118, società private) a dotarsi di un regolamento per la tutela e la sicurezza della persona trasportata. Il trasporto deve adattarsi alla singola persona, non il contrario.

  • Marco Levorato

    Buonasera, lavoro per una cooperativa che svolge servizio di trasporto sanitario per conto di diverse ulss. in tutte queste per appalto viene richiesta la qualifica di autista soccorritore e la figura dell’o.s.s. succede che di notte sia a disposizione un autista reperibile ma non sia previsto l’o.s.s reperibile a supporto. visto la risposta del sign. Pacifici”Nel caso specifico non esiste uno schema di riferimento ma questa Raccomandazione vincola le organizzazioni che si occupano di trasporto sanitario (ospedali, 118, società private) a dotarsi di un regolamento per la tutela e la sicurezza della persona trasportata. Il trasporto deve adattarsi alla singola persona, non il contrario.” a una domanda simile, volevo chiedere vista l’indifferenza da parte di alcune ulss di risolvere il problema, quale sia esattamente la responsabilita’ dell’autista soccorritore nel caso in qui una volta caricato il paziente in ambulanza allo stesso succeda qualcosa o perchè solo nel vano sanitario o perchè il familiare non abbia competenze sanitarie specifiche.
    in attesa di vostra risposta porgo i più cordiali saluti

    • Salve Marco.
      La competenza in materia di sanità è delle Regioni. Alcune Regioni hanno un regolamento, altre no. Secondo il regolamento dell’Emilia-Romagna, per esempio, non è possibile organizzare un trasporto ordinario non urgente con il solo autista soccorritore. Le Regioni e le Aziende sanitarie che non hanno regolamenti si basano su norme nazionali che non disciplinano chiaramente il trasporto sanitario non urgente. Quindi il tutto ha un margine di discrezionalità.
      In tutta franchezza queste situazioni sono anomalie belle e buone. Non si capisce perché di giorno è previsto un operatore e di notte se ne possa fare a meno. Il problema organizzativo viene scaricato sugli operatori in turno e sui familiari accompagnatori, che non hanno competenze e hanno ben altro di cui preoccuparsi.
      Di sicuro la responsabilità penale è personale e va valutata caso per caso. Visto che il buon senso non è merce comune e l’incidente può essere dietro l’angolo, tutti hanno un proprio grado di responsabilità e tutti devono sempre vigilare: il medico responsabile del servizio, il personale dell’ambulanza, gli accompagnatori (amici o familiari) e anche il malato stesso. Chi ha la grana più grossa dal punto di vista legale è il medico di turno (tanto per cambiare): se qualcosa non torna, è bene collaborare con lui e avvisarlo. L’importante è ricordare di non fare ostruzionismo fine a se stesso perché un servizio sotto la responsabilità del medico di turno non può essere interrotto.

      Questa nuova Raccomandazione ministeriale ha l’ambizione di correggere la discrezionalità sollecitando la formulazione di regolamenti. Vista la nostra sensibilità sui temi della sicurezza, non mi aspetto tempi brevi.

  • Scusate la banalità della domanda, ma visto che si parla anche di trasporto intraospedaliero vorrei togliermi una curiosità.

    Perché in certi ospedali il trasporto dalla corsia ai vari reparti di radiologia, sala operatoria, eccetera avviene spingendo il letto (dotato di rotelle), mentre in altri casi il malato viene trasferito su una barella con i portantini (o persino i familiari) che lo sollevano afferrando la traversa, anche se è su un letto a rotelle? Quest’ultima procedura mi pare incredibilmente difficile e arretrata, e in caso di malati di un certo peso e in gravi condizioni è assai penosa.

    • Allora siamo almeno in due ad avere questa curiosità. Radicamento alle tradizioni? Voglia di far fare sport a personale, familiari e malati? Le barelle sono Euro 5 e consumano meno?

      Le barelle hanno una larghezza esterna di circa 70 cm. L’unico vero motivo è che le barelle si adattano meglio alla tortuosità del percorso o alla profondità di certi ascensori. Non tutti i reparti sono come quello del Dr House: a volte c’è il letto con le ruote ma la porta è stretta!
      Purtroppo si preferisce non pensare al disagio dei malati o alla schiena del personale perché costa soldi, come se le alte assenze per malattie osteo-articolari degli operatori oppure le difficoltà in caso di evacuazione (vedi L’Aquila) non avessero un prezzo.

  • Francesco

    Vi sono delle regole o delle direttive che regolano il trapsorto dei familiari del paziente durante un trasporto sanitario?? In altre parole nell’ambito delle urgenze extraospadaliere quando si carica un paziente e i familiari vogliono accompagnare il paziente, è consentito o l’equipaggio può rifiutare?

    • Salve Francesco.
      Il paziente ha il diritto di essere accompagnato. Chi nega in maniera ingiustificata il diritto del paziente commette il reato di violenza privata, un delitto previsto dall’art. 610 Codice Penale. Il diritto è trasferito agli accompagnatori se hanno la tutela del paziente (parenti, affini e tutori legali di minori o incapaci).
      Il trasporto di accompagnatori, che non è in contrasto con le caratteristiche di immatricolazione delle autoambulanze (generalmente identificate come “autoveicoli per uso speciale”), può essere negato quando:

      non è funzionale al trasporto del paziente (causa ritardo, viene richiesta una deviazione o una sosta);
      interferisce con l’assistenza al paziente (per occupazione di spazio o per la condizione psico-fisica dell’accompagnatore);
      il numero dei posti riportato sulla carta di circolazione non è sufficiente.

      Pazienti e accompagnatori devono essere assicurati alle cinture di sicurezza senza eccezioni.

    • @ Francesco
      Sul trasporto degli accompagnatori la Regione siciliana la pensa in tutt’altro modo…
      Ti segnalo questo aggiornamento: Protocolli e procedure del servizio SUES 118 Sicilia.

  • Nicola

    Bona sera vi scrivo da Milano io lavoro in una croce privata,il mio coordinatore mi dice che poso portare pazienti che fanno dialisi in Ambulanza davanti non dietro,io loso che non e cosi ma foglio ciedere anche a lei GRAZIE.

    • Per il trasporto sanitario semplice la Regione Lombardia prevede “In ambulanza di norma è previsto il trasporto di un singolo utente per ogni viaggio. Su autovetture e furgoni finestrati è consentito il trasporto di più utenti purché nel rispetto di quanto stabilito dalla carta di circolazione del autoveicolo, dalle convenzioni, dal comfort e dalla normativa vigente in materia di privacy (…)” (Allegato 1.2 alla Deliberazione della Giunta Regionale 01 dicembre 2010, n. IX/000893).
      In conformità alla destinazione d’uso del veicolo, l’utente deve prendere posto nel vano sanitario dell’ambulanza.

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