La sicurezza dei pazienti in ambulanza

Pubblicata la raccomandazione del Ministero della Salute sulla sicurezza del sistema di trasporto dei pazienti.

Il trasporto di un paziente rappresenta un momento complesso dell’assistenza sanitaria e richiede una gestione articolata e competenze specifiche.

Poche settimane fa una persona è morta a Bari in seguito alla caduta a terra da un’ambulanza in movimento. L’esito tragico di questo triste caso, ora all’esame della magistratura, è un evento raro ma non per questo impossibile o imprevedibile.

In passato alcuni eventi sono stati erroneamente attribuiti alla fatalità quando in effetti potevano essere chiamati in causa errori di procedura operativa o condizioni di lavoro fuori standard. Basti pensare alla qualità della verifica delle attrezzature di bordo di un’ambulanza oppure alla estrema difficoltà a reperire personale di supporto in caso di agitazione psico-motoria di un paziente o di una emergenza fuori dal comune.

In seguito agli ultimi fatti di cronaca, il presidente dell’ACOI Rodolfo Vincenti ha lanciato un appello: «Rivolgo un forte richiamo e invito alle maggiori istituzioni della sanità: ministero, assessorati, direzioni generali. Non servono solo agenzie garanti, serve maggiore formazione per tutti e la diffusione del concetto della indispensabilità del cambiamento culturale: la gestione del rischio e la ricerca della qualità sono gli strumenti».

«Servono maggiore attenzione ed umiltà – prosegue Vincenti – minore superficialità, dedizione alla ricerca delle procedure di controllo corrette, migliore empatia con il cittadino, un reale lavoro in equipe, minori carichi di lavoro e forte supporto dell’alta dirigenza con adeguati strumenti di verifica e di valutazione meritocratica».

In questa direzione il Ministero della Salute ha pubblicato ieri la Raccomandazione n°11 per la prevenzione della morte o di un grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto, redatta dalla Direzione Generale della programmazione sanitaria e dei principi etici di sistema. Il documento, di cui riportiamo di seguito la trascrizione integrale e i riferimenti per il download dell’originale, è stato sottoposto all’attenzione del Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la Sicurezza dei pazienti per le eventuali modifiche.

La Raccomandazione riguarda tutti i pazienti che necessitano di trasporto da e verso strutture sanitarie. L’obiettivo è la prevenzione della morte o del grave danno conseguenti ad un malfunzionamento del sistema di trasporto sanitario di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

Il documento è rivolto alle Direzioni aziendali, al Sistema di emergenza territoriale 118, alle organizzazioni di volontariato che si occupano di trasporto sanitario e a tutti gli operatori coinvolti nel sistema di trasporto di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero)

Ministero della Salute
Dipartimento della qualità
Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema
Ufficio III

La morte o il grave danno subito dal paziente a seguito di malfunzionamento del sistema di trasporto sia in ambito ospedaliero che extraospedaliero rappresenta un evento sentinella spesso indicativo di carenze organizzative.

Il sistema di trasporto dei pazienti, sia all’interno delle strutture ospedaliere che in maggior misura in ambito extraospedaliero, rappresenta un elemento di fondamentale importanza nel processo assistenziale, in ragione della tempestività degli interventi e dell’effettuazione in sicurezza degli stessi.

La conoscenza e la valutazione dei fattori di rischio collegati alle diverse tipologie di trasporto sanitario consentono di attuare una gestione efficace e sicura dei pazienti che devono essere trasportati.

La presente Raccomandazione si pone come strumento metodologico di supporto a tutti gli operatori sanitari nella prevenzione dell’evento sentinella Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero).
Raccomandazione n. 11, Gennaio 2010

1. Premessa

Il trasporto di un paziente rappresenta un momento importante nel continuum dell’assistenza sanitaria che richiede una gestione articolata e complessa e competenze specifiche.

Il trasporto sanitario può avvenire essenzialmente in condizione di urgenza ed in condizione ordinaria programmabile.

A. Il trasporto sanitario in condizione di urgenza viene essenzialmente eseguito dal luogo dell’improvvisa insorgenza di una patologia o di un infortunio verso le strutture sanitarie di riferimento e spesso presenta la classica tipologia del trasporto sanitario primario. Tale tipologia di trasporto prevede, in alcuni casi, l’utilizzo di mezzi di trasporto aereo o di altri mezzi di intervento sanitario rapido alternativi alle autoambulanze, quali l’elicottero e le idroambulanze.

Il trasporto d’urgenza viene altresì classificato in due importanti categorie:
il trasporto sanitario primario ed il trasporto sanitario secondario.

  • Il trasporto sanitario primario o trasporto preospedaliero è volto al trasferimento di un paziente dal luogo di insorgenza della patologia acuta e dell’infortunio alla struttura sanitaria.
  • Il trasporto sanitario secondario o interospedaliero è il trasporto di pazienti in continuità di soccorso da una struttura di livello assistenziale inferiore ad una superiore, ad esempio, il trasferimento verso strutture per l’esecuzione di prestazioni diagnostiche o terapeutiche di particolare complessità, come nel caso di trasferimento da una struttura spoke ad un hub della rete assistenziale.

B. Il trasporto sanitario in condizione ordinaria programmabile di pazienti autonomi o che necessitano di assistenza, si articola prevalentemente nelle seguenti tipologie:

  • trasporto sanitario per diagnostica
  • trasporto sanitario per prestazioni non presenti nella struttura e/o ricovero in area a maggiore complessità assistenziale
  • trasporto per ricovero in area a minore complessità assistenziale
  • accesso per ricovero con ambulanza
  • dimissioni con ambulanza
  • trasporto sanitario per riabilitazione
  • trasporto sanitario per dialisi.

Un’ulteriore tipologia di trasporto, in urgenza o programmato, è rappresentata da quello intraospedaliero, di fatto estremamente frequente negli ospedali a padiglioni e che, seppur effettuato all’interno della struttura ospedaliera e pertanto in ambiente protetto, non si presenta privo di rischi poiché spesso coinvolge il trasporto di pazienti instabili dalle aree di emergenza verso le Unità Operative di ricovero e verso i servizi di diagnostica.

Anche il trasporto neonatale ed il trasporto assistito materno o trasporto in utero devono rispondere a requisiti di sicurezza ed efficacia.

Il servizio di trasporto per l’emergenza neonatale e il trasporto assistito materno devono essere realizzati sulla base di un collegamento tra strutture territoriali e strutture di ricovero, tra strutture ospedaliere collegate tra loro, auspicabilmente attraverso il coordinamento della Centrale Operativa di emergenza-urgenza 118. Come per le altre tipologie di trasporto deve essere garantita la presenza di operatori sanitari specializzati e di provata esperienza di Terapia Intensiva Neonatale. Le Regioni, nell’ambito degli interventi di programmazione attuano i modelli operativi ritenuti più rispondenti ai bisogni della propria realtà territoriale per assicurare l’attivazione rapida e la verifica dell’accettazione da parte delle strutture, anche tramite percorsi dedicati.

I mezzi dedicati al trasporto neonatale devono essere dotati di un’incubatrice che assicura il mantenimento di un’atmosfera controllata (temperatura e umidità) adeguata ai neonati; di un sistema di ventilazione assistita; di un sistema di sorveglianza costante dei parametri vitali e di sistemi per l’infusione dei farmaci. Inoltre, deve essere sempre garantita la manutenzione e la prontezza d’uso dell’incubatrice; devono essere presenti idonei sistemi di ancoraggio dell’incubatrice e fonti di energia elettrica anche per l’erogazione dei gas medicali.

Il trasporto assistito materno o in utero rappresenta la modalità di trasferimento più sicura che deve seguire protocolli per la gravidanza a rischio che deve essere trasferita in strutture di II e III livello.

Tutte le tipologie di trasporto sono gravate da una serie di elementi che rappresentano potenziali fattori di rischio ed in particolare:

  • l’architettura della struttura sanitaria: la tipologia a padiglione, ad esempio, presente in numerose realtà ospedaliere, comporta un allungamento dei percorsi, incidendo sul timing del trasporto stesso;
  • la presenza di personale sanitario non qualificato e/o non idoneo alla tipologia di trasporto;
  • la scarsa o inadeguata comunicazione dal momento della presa in carico del paziente (dalla struttura sanitaria o mezzo di soccorso) e struttura di destinazione;
  • incompleta o mancante documentazione sanitaria che deve accompagnare il paziente in tutti i suoi trasferimenti;
  • la disponibilità di idonei mezzi di trasporto: mancanza o carenza di ambulanze dotate di strumentazione ed apparecchiature di rianimazione per il trasporto dei pazienti critici;
  • mancata stabilizzazione, prima del trasporto, dei parametri vitali del paziente, in particolare per i pazienti critici;
  • il verificarsi di una eventuale avaria meccanica del mezzo;
  • il mancato coordinamento con il Sistema di emergenza territoriale 118, quale regolatore e garante dei trasporti secondari critici;
  • il tempo di trasporto: il rischio di sviluppare complicazioni, in particolare nel trasporto verso aree di terapia intensiva, è direttamente proporzionale al tempo impiegato.

La conoscenza dei fattori di rischio, collegati alle diverse tipologie di trasporto sanitario, consente una migliore valutazione degli interventi da effettuare e di conseguenza la riduzione dei rischi collegati al trasporto dei pazienti sia in ambito ospedaliero che extraospedaliero.

2. Obiettivo

Prevenire la morte o il grave danno conseguenti ad un malfunzionamento del sistema di trasporto sanitario di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

3. Ambiti di applicazione

3.1. Pazienti

La Raccomandazione riguarda tutti i pazienti che necessitano di trasporto da e verso strutture sanitarie.

Particolare attenzione va rivolta ai pazienti che:

  • vengono trasportati nelle strutture sanitarie con mezzi del Sistema di emergenza territoriale 118;
  • vengono trasportati verso strutture sanitarie con mezzi di operatori pubblici e privati autorizzati al trasporto di malati;
  • presentano patologie catalogate come codice rosso;
  • vengono inviati per trasferimento a strutture sanitarie a più elevata complessità;
  • presentano patologie croniche o inabilitanti (dializzati, disabili fisici e psichici).
3.2. Luoghi

Il malfunzionamento del sistema di trasporto può avvenire sia in ambito ospedaliero che extraospedaliero.

Particolare attenzione deve essere prestata al trasporto di pazienti che si trovano in luoghi distanti da strutture sanitarie.

3.3. Destinatari

La Raccomandazione è rivolta alle Direzioni aziendali, al Sistema di emergenza territoriale 118, alle organizzazioni di volontariato che si occupano di trasporto sanitario e a tutti gli operatori coinvolti nel sistema di trasporto di pazienti in ambito ospedaliero ed extraospedaliero.

4. Azioni

Per prevenire e mitigare i danni dovuti al malfunzionamento del sistema di trasporto le organizzazioni sanitarie devono prendere in considerazione:

  1. la predisposizione e l’adozione di linee guida e/o di regolamenti per il trasporto in emergenza e di quello ordinario dei pazienti;
  2. la formazione e l’addestramento del personale addetto al trasporto di pazienti;
  3. l’idoneità, l’utilizzo in sicurezza e la manutenzione dei mezzi di trasporto;
  4. il sistema di comunicazione.
4.1. Predisposizione ed adozione di linee guida e/o di regolamenti per il trasporto in emergenza e di quello ordinario dei pazienti

Al fine di uniformare i parametri di valutazione dei pazienti e i criteri per la gestione degli stessi è necessario predisporre regolamenti, protocolli, linee guida cliniche e organizzative aziendali, laddove non sono presenti indirizzi regionali, condivisi con gli operatori.

L’adozione di linee guida, regolamenti e protocolli consente all’organizzazione sanitaria di assicurare il massimo grado di appropriatezza clinica ed organizzativa degli interventi, riducendo la componente di variabilità nelle decisioni legata alla soggettività che in taluni casi può rappresentare un difetto nelle strategie assistenziali.

L’utilizzo costante di tali strumenti permetterà:

  • agli utenti di essere informati e consapevoli dei trattamenti ricevuti;
  • all’organizzazione sanitaria di ottimizzare i processi di cura e pianificare le diverse tipologie di intervento;
  • ai professionisti di assumere decisioni cliniche appropriate e di essere tutelati dal punto di vista medico-legale.
4.2. La formazione e l’addestramento del personale addetto al trasporto dei pazienti

Un’adeguata formazione riduce sensibilmente i rischi e le complicanze, aumentando la qualità delle prestazioni erogate.

La formazione e l’addestramento continuo del personale addetto al soccorso e trasporto dei pazienti rappresenta un’attività di primaria importanza, per garantire sicurezza ai pazienti e agli stessi operatori.

In particolare le organizzazioni sanitarie devono organizzare corsi di formazione specifici per le diverse figure coinvolte nel trasporto dei pazienti in emergenza e programmato. Tale attività deve prevedere anche verifiche periodiche.

Le attività formative devono comprendere:

  • corsi di Basic Life Support e Defibrillation (BLSD) per tutti gli operatori;
  • corsi di Advanced Life Support (ALS), certificati dall’Amministrazione regionale, per la formazione del personale medico ed infermieristico che opera nel Sistema in emergenza, come previsto dalle specifiche linee guida.
4.3. L’idoneità, l’utilizzo in sicurezza e la manutenzione dei mezzi di trasporto

È necessario assicurare l’idoneità dei mezzi di trasporto, anche in relazione a quanto previsto dalla normativa in materia, e in particolare dei mezzi utilizzati dal Sistema di emergenza territoriale 118 e dalle strutture sanitarie per il trasporto dei pazienti critici.

Deve essere garantita la presenza di tutte le strumentazioni, degli apparecchi elettromedicali, dei farmaci e dei dispositivi medici necessari. Il sistema di ancoraggio del paziente e del materiale, la chiusura in sicurezza del portellone e il sistema di illuminazione devono essere conformi agli standard europei.

Le Aziende e le organizzazioni sanitarie che si occupano di trasporto di pazienti devono assicurare e documentare la manutenzione preventiva e correttiva dei mezzi di trasporto. A tal proposito è necessario che siano predisposti idonei piani annuali facendo riferimento alla check list individuata.

E’ fondamentale verificare l’idoneità del personale addetto alla guida dei mezzi di trasporto secondo la normativa vigente.

4.4. Il sistema di comunicazione

Per favorire la comunicazione tra tutti gli operatori coinvolti nel sistema di trasporto sanitario è fondamentale promuovere un clima collaborativo. E’ necessario favorire infatti momenti di confronto, di discussione e di verifica per sviluppare le non tecnical skills.

Le Aziende e le organizzazioni sanitarie devono dotarsi di strumenti preferenziali, telefonici, radio e telematici, in grado di garantire la continuità nelle comunicazioni fra:

  • centrali operative 118 e mezzi di soccorso;
  • centrali operative 118 e pronto soccorsi ospedalieri;
  • pronto soccorsi ospedalieri e mezzi di soccorso.

Le ambulanze del Sistema di emergenza territoriale 118 destinate al trasporto di pazienti critici devono essere dotate di sistema di trasmissione radio.

E’ utile dotarsi di una cartografia dettagliata anche con sistemi informatici e/o satellitari.

5. Implementazione della Raccomandazione

Le Direzioni aziendali, i Responsabili del Sistema di emergenza territoriale 118, i Direttori del Dipartimento Emergenza Accettazione (DEA) sono invitati alla implementazione della presente Raccomandazione.

Le Direzione aziendali e i Sistemi di emergenza territoriale 118, che decidono di non utilizzare la Raccomandazione, devono predisporre una propria procedura per prevenire la morte o danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto.

5.1. Monitoraggio dell’implementazione della Raccomandazione

Si raccomanda di monitorare attivamente l’implementazione della Raccomandazione per la prevenzione della morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto.

5.2. Attivazione del protocollo di monitoraggio

Deve essere favorita la segnalazione dell’evento sentinella tramite specifiche procedure aziendali.

L’evento sentinella “Morte o grave danno conseguente ad un malfunzionamento del sistema di trasporto (intraospedaliero, extraospedaliero)” deve essere segnalato alla Direzione Generale della Programmazione sanitaria secondo il monitoraggio del Ministero della Salute.

6. Aggiornamento della Raccomandazione

La presente Raccomandazione sarà oggetto di revisione periodica e sarà aggiornata in base alle evidenze emerse ed ai risultati della sua applicazione nella pratica clinica.

Suggerimenti per il miglioramento dell’efficacia della Raccomandazione

Al fine di migliorare la Raccomandazione nella pratica clinica, le strutture sanitarie sono invitate a fornire suggerimenti e commenti rispondendo alle domande del questionario accluso “Insieme per migliorare la prevenzione degli eventi sentinella”.

7. Riferimenti bibliografici

  1. DPR 27 marzo 1992 “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza pubblicato sulla G.U. n. 76 del 31/3/92 – Serie Generale.
  2. “Atto di intesa tra Stato e Regioni di approvazione delle Linee Guida sul sistema di emergenza sanitaria in applicazione al DPR del 27 marzo 1992” – G.U.R.I. n. 114 del 17 maggio 1996.
  3. “Il trasporto intraospedaliero del paziente critico adulto: responsabilità ed interventi infermieristici” – Nursing Oggi n° 4, anno 2000.
  4. Joint Commission International “Accreditation Standards for Medical Transport Organizations” – 2003.
  5. Commission on Accreditation of Medical Transport Systems “Accreditation Standards” 7th Edition, 2006.
  6. Accordo 22 maggio 2003 tra il Ministero della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sul documento recante “Linee guida su formazione, aggiornamento ed addestramento permanente del personale operante nel sistema di emergenza/urgenza”. G.U.R.I. n. 196 del 25/08/2003.
  7. Decreto Ministero dei Trasporti 17 dicembre 1987 n. 553 “Normativa tecnica e amministrativa relative alle autoambulanze”. G.U.R.I. n. 13 del 18/01/1988.
  8. Decreto Ministero dei Trasporti 5 novembre 1996 “ Normativa tecnica e amministrativa relative agli autoveicoli di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo”. G.U.R.I del 15/11/1996.
  9. Decreto Ministero dei Trasporti 20 novembre 1997 n. 487 “Regolamento recante la normativa tecnica e amministrativa relative alle autoambulanze di soccorso per emergenze speciali”. G.U.R.I n. 14 del 19/01/1998.
  10. ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile “Norme operative per il servizio medico di emergenza con elicotteri. Edizione 3, febbraio 2007.
  11. EN 1789: 2007 – Norma europea relativa a “Medical Vehicles and their equipment- Road ambulances”.

La presente Raccomandazione è stata elaborata dall’Ufficio III – Qualità delle attività e dei servizi – Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema (Alessandro Ghirardini, Roberta Andrioli Stagno, Giandomenico Cannizzaro, Rosetta Cardone, Guerino Carnevale, Susanna Ciampalini, Antonietta Colonna, Angela De Feo, Daniela Furlan, Giorgio Leomporra, Carmela Matera, Gaia Mirandola, Maria Concetta Patisso, Claudio Seraschi) con il supporto tecnico del “Gruppo di lavoro per la sicurezza dei pazienti” e dell’Ufficio V della Direzione generale della Programmazione sanitaria (dott. Massimo Giannone, dott.ssa Angela Rita Panuccio).

La Raccomandazione è stata, quindi, sottoposta ad un processo di consultazione con le seguenti Associazioni, Società Scientifiche, Federazioni: ANMDO, CRI, FIASO, FISM, FNOMCeO, FNCO, IPASVI, SIAARTI, SIC, SIGO, SIMG, SIMEU, SIQuAS-VRQ, Società Italiana Sistemi 118 (SIS118).

Si ringraziano per l’attenta lettura e i suggerimenti forniti, il dott. Francesco Enrichens (coordinatore Emergenza Sanitaria Regione Piemonte), il dott. Alberto Zoli (direttore Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) della Regione Lombardia, il dott. Mario Costa (Presidente SIS 118), la dott.ssa Silvia Scelsi (ARES 118 Lazio), il sig. Luigi Negroni (Regione Piemonte – Assessorato Tutela salute e sanità).

La Raccomandazione è stata sottoposta all’attenzione del Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la Sicurezza dei pazienti.

Riferimenti:

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


19 commenti per La sicurezza dei pazienti in ambulanza

  • michele

    gradirei porre una domanda:durante un tasporto secondario non urgente,(dimissioni)le normative vigenti in materia consentono che SOLO il famigliare presti assistenza al ammalato durante il il trasporto a domicilio????? e legale??? nella mia realtà Si..non ho trovato risposte!!!!!grazie

    • Nel caso specifico non esiste uno schema di riferimento ma questa Raccomandazione vincola le organizzazioni che si occupano di trasporto sanitario (ospedali, 118, società private) a dotarsi di un regolamento per la tutela e la sicurezza della persona trasportata. Il trasporto deve adattarsi alla singola persona, non il contrario.

  • Marco Levorato

    Buonasera, lavoro per una cooperativa che svolge servizio di trasporto sanitario per conto di diverse ulss. in tutte queste per appalto viene richiesta la qualifica di autista soccorritore e la figura dell’o.s.s. succede che di notte sia a disposizione un autista reperibile ma non sia previsto l’o.s.s reperibile a supporto. visto la risposta del sign. Pacifici”Nel caso specifico non esiste uno schema di riferimento ma questa Raccomandazione vincola le organizzazioni che si occupano di trasporto sanitario (ospedali, 118, società private) a dotarsi di un regolamento per la tutela e la sicurezza della persona trasportata. Il trasporto deve adattarsi alla singola persona, non il contrario.” a una domanda simile, volevo chiedere vista l’indifferenza da parte di alcune ulss di risolvere il problema, quale sia esattamente la responsabilita’ dell’autista soccorritore nel caso in qui una volta caricato il paziente in ambulanza allo stesso succeda qualcosa o perchè solo nel vano sanitario o perchè il familiare non abbia competenze sanitarie specifiche.
    in attesa di vostra risposta porgo i più cordiali saluti

    • Salve Marco.
      La competenza in materia di sanità è delle Regioni. Alcune Regioni hanno un regolamento, altre no. Secondo il regolamento dell’Emilia-Romagna, per esempio, non è possibile organizzare un trasporto ordinario non urgente con il solo autista soccorritore. Le Regioni e le Aziende sanitarie che non hanno regolamenti si basano su norme nazionali che non disciplinano chiaramente il trasporto sanitario non urgente. Quindi il tutto ha un margine di discrezionalità.
      In tutta franchezza queste situazioni sono anomalie belle e buone. Non si capisce perché di giorno è previsto un operatore e di notte se ne possa fare a meno. Il problema organizzativo viene scaricato sugli operatori in turno e sui familiari accompagnatori, che non hanno competenze e hanno ben altro di cui preoccuparsi.
      Di sicuro la responsabilità penale è personale e va valutata caso per caso. Visto che il buon senso non è merce comune e l’incidente può essere dietro l’angolo, tutti hanno un proprio grado di responsabilità e tutti devono sempre vigilare: il medico responsabile del servizio, il personale dell’ambulanza, gli accompagnatori (amici o familiari) e anche il malato stesso. Chi ha la grana più grossa dal punto di vista legale è il medico di turno (tanto per cambiare): se qualcosa non torna, è bene collaborare con lui e avvisarlo. L’importante è ricordare di non fare ostruzionismo fine a se stesso perché un servizio sotto la responsabilità del medico di turno non può essere interrotto.

      Questa nuova Raccomandazione ministeriale ha l’ambizione di correggere la discrezionalità sollecitando la formulazione di regolamenti. Vista la nostra sensibilità sui temi della sicurezza, non mi aspetto tempi brevi.

  • Scusate la banalità della domanda, ma visto che si parla anche di trasporto intraospedaliero vorrei togliermi una curiosità.

    Perché in certi ospedali il trasporto dalla corsia ai vari reparti di radiologia, sala operatoria, eccetera avviene spingendo il letto (dotato di rotelle), mentre in altri casi il malato viene trasferito su una barella con i portantini (o persino i familiari) che lo sollevano afferrando la traversa, anche se è su un letto a rotelle? Quest’ultima procedura mi pare incredibilmente difficile e arretrata, e in caso di malati di un certo peso e in gravi condizioni è assai penosa.

    • Allora siamo almeno in due ad avere questa curiosità. Radicamento alle tradizioni? Voglia di far fare sport a personale, familiari e malati? Le barelle sono Euro 5 e consumano meno?

      Le barelle hanno una larghezza esterna di circa 70 cm. L’unico vero motivo è che le barelle si adattano meglio alla tortuosità del percorso o alla profondità di certi ascensori. Non tutti i reparti sono come quello del Dr House: a volte c’è il letto con le ruote ma la porta è stretta!
      Purtroppo si preferisce non pensare al disagio dei malati o alla schiena del personale perché costa soldi, come se le alte assenze per malattie osteo-articolari degli operatori oppure le difficoltà in caso di evacuazione (vedi L’Aquila) non avessero un prezzo.

  • Francesco

    Vi sono delle regole o delle direttive che regolano il trapsorto dei familiari del paziente durante un trasporto sanitario?? In altre parole nell’ambito delle urgenze extraospadaliere quando si carica un paziente e i familiari vogliono accompagnare il paziente, è consentito o l’equipaggio può rifiutare?

    • Salve Francesco.
      Il paziente ha il diritto di essere accompagnato. Chi nega in maniera ingiustificata il diritto del paziente commette il reato di violenza privata, un delitto previsto dall’art. 610 Codice Penale. Il diritto è trasferito agli accompagnatori se hanno la tutela del paziente (parenti, affini e tutori legali di minori o incapaci).
      Il trasporto di accompagnatori, che non è in contrasto con le caratteristiche di immatricolazione delle autoambulanze (generalmente identificate come “autoveicoli per uso speciale”), può essere negato quando:

      non è funzionale al trasporto del paziente (causa ritardo, viene richiesta una deviazione o una sosta);
      interferisce con l’assistenza al paziente (per occupazione di spazio o per la condizione psico-fisica dell’accompagnatore);
      il numero dei posti riportato sulla carta di circolazione non è sufficiente.

      Pazienti e accompagnatori devono essere assicurati alle cinture di sicurezza senza eccezioni.

    • @ Francesco
      Sul trasporto degli accompagnatori la Regione siciliana la pensa in tutt’altro modo…
      Ti segnalo questo aggiornamento: Protocolli e procedure del servizio SUES 118 Sicilia.

  • Nicola

    Bona sera vi scrivo da Milano io lavoro in una croce privata,il mio coordinatore mi dice che poso portare pazienti che fanno dialisi in Ambulanza davanti non dietro,io loso che non e cosi ma foglio ciedere anche a lei GRAZIE.

    • Per il trasporto sanitario semplice la Regione Lombardia prevede “In ambulanza di norma è previsto il trasporto di un singolo utente per ogni viaggio. Su autovetture e furgoni finestrati è consentito il trasporto di più utenti purché nel rispetto di quanto stabilito dalla carta di circolazione del autoveicolo, dalle convenzioni, dal comfort e dalla normativa vigente in materia di privacy (…)” (Allegato 1.2 alla Deliberazione della Giunta Regionale 01 dicembre 2010, n. IX/000893).
      In conformità alla destinazione d’uso del veicolo, l’utente deve prendere posto nel vano sanitario dell’ambulanza.

  • stella

    salve mi hanno proposto un lavoro in una comunità psichiatrica in campania come infermiera..mi hanno detto di accompagnare i pazienti da sola ( ciò significa che devo guidare io) per eventuali visite con una macchina della comunità.Vorrei sapere se questo è giusto (ma io penso assolutamente di no) e quali sono invece le linee guida per questi tipi di trasporti. Grazie

    • Salve Stella. Questo tipo di servizio non rientra nel mansionario dell’infermiere professionale ma è teoricamente possibile se autorizzato dalla ASL sulla base della disciplica regionale del 2001, tuttora vigente.

  • paolo

    vorrei sapere perchè dovrei pagare l’ambulanza per trasporto inter ospedaliero fra una clinica di riabilitazione ed un’altra. trattasi nello specifico di Mia madre in valida civile 89 anni con rotttura del femore.Il trasporto dalla Clinica Zucchi Di Carate B
    ad una’altra in provinccia di Lecco_ Asso viene predisposto dalla prima per proseguire la riabilitazione,la persona non auto ufficiente non in grado di deambulare
    Grazie per la risposta Paolo

    • Salve Paolo. Spesso non è facile ricostruire le varie vicende, senza considerare che ogni Regione italiana può imporre regole diverse. Si informi bene sulla natura della struttura in cui Sua madre verrà indirizzata.
      Prendiamo un caso d’esempio: chi subisce una frattura di femore viene curato chirurgicamente nella struttura ospedaliera A e poi trasferito a spese del Servizio Sanitario Regionale nella struttura ospedaliera B per la riabilitazione. Questo secondo periodo di degenza può durare due mesi. Entro il termine dei due mesi si ritiene conclusa la fase post-acuta e vi è la dimissione pur in assenza di deambulazione autonoma. Come per ogni altra dimissione per una malattia o un intervento chirurgico, il conseguente ritorno a casa o in una Residenza Sanitaria Assistita è a spese del paziente e della sua famiglia.
      In sostanza: le richieste di pagamento per un trasporto sanitario durante le prime due fasi – acuta e post-acuta – non sono legittime. Dopo, invece, sì.

  • antonella

    Mio figlio è amministratore di una cooperativa, per l’ambulanza gli è stato contestata l’assenza dell’infermiere in un trasporto di dimissioni. È obbligatorio? Siamo nella Regione Lazio. Grazie

    • Salve Antonella. Una proposta di legge giacente in Regione prevede un autista soccorritore e un infermiere.
      Oggi fa testo il regolamento che ogni ASL redige in ottemperanza a quello del Ministero della Salute presentato in questa pagina.

  • Maria

    Vorrei andare in vacanza in Trentino e fare dialisi a Borgo Valsugana, quali documenti devo fare e se devo farlo dove trovare i moduli? grazie

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