Diffuse dalla Società Italiana di Neonatologia le linee guida sulla nuova influenza in ambito perinatale.
La trasmissione del virus della nuova influenza avviene per via aerea, parimenti ai virus influenzali stagionali ed al VRS, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto, il pianto o il parlare. Non è descritta la trasmissione attraverso gli alimenti, se non contaminati da secrezioni infette.
Con la tosse e lo starnuto le goccioline possono arrivare anche ad un metro di distanza dalla persona che le ha emesse, mentre parlando raggiungono una distanza di 15-20 cm, potendo così depositarsi sulla cute, mucose e congiuntive di altre persone, sulle suppellettili dell’ambiente (piani di lavoro, telefoni, maniglie, rubinetti, corrimani) e contaminare gli strumenti utilizzati per le visite (per esempio, il fonendoscopio), sulle quali il virus può sopravvivere e risultare infettante per 2-8 ore.
In ambito neonatale è dunque estremamente importante la attenzione alla manipolazione di questi oggetti nonché di quelli dedicati al neonato, quali biberon, succhiotti od altro. L’incubazione è in genere di 1-4 giorni (fino a 7 giorni). Il periodo di contagiosità varia da 1 giorno prima della comparsa dei sintomi a 7 giorni dopo, ma può essere più lungo nei bambini e nelle persone con deficit immunitari.
Il contenimento della diffusione delle secrezioni respiratorie, una buona igiene delle mani e, soprattutto in ambito sanitario, una disinfezione accurata degli strumenti utilizzati per le visite e la cura dei pazienti e delle superfici e suppellettili, possono giocare un ruolo importante nel limitare la diffusione dell’influenza.
Misure igienico sanitarie che riducono la trasmissione
Alcune misure igienico-ambientali (non farmacologiche) si sono rivelate utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza; pertanto sono raccomandate le seguenti norme:
- evitare (ove possibile) il contatto ravvicinato con i malati
- lavaggio accurato delle mani con sapone e acqua corrente e/o in assenza di acqua, uso di gel alcolici
- controllo delle secrezioni respiratorie (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce)
- gettare subito i fazzoletti usati e lavarsi le mani dopo l’uso
- isolamento volontario a domicilio delle persone con sintomi simil-influenzali (ILI) (1)
- uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari
- evitare i luoghi affollati, specie se si appartiene a categorie ad alto rischio di complicazioni (malattie croniche, età < 5 anni o > 65 anni e gravide)
1) Influenza like illness (ILI): affezione respiratoria acuta ad esordio brusco ed improvviso con febbre ≥ 38°C, accompagnata da almeno uno dei seguenti sintomi : cefalea, malessere generalizzato, sensazione di febbre (sudorazione, brividi), astenia e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori: tosse, faringodinia, congestione nasale. Nei bambini le ILI si possono manifestare anche con nausea, vomito, diarrea (Ministero della salute. Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione – Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2009-2010).
Neonato
Dati relativi all’influenza A(H1N1)v nel neonato sono sostanzialmente assenti, ma questi soggetti devono essere comunque considerati ad alto rischio di complicanze, come anche indicato nell’Ordinanza del Ministero della Salute del 30.09.2009 che sottolinea come “i soggetti di età inferiore ai 2 anni, con particolare riguardo a quelli sotto i 6 mesi siano tra le classi particolarmente a rischio di complicanze gravi”.
La malattia causata da virus A(H1N1)v non può essere distinta da quella causata da altri virus respiratori sulla base della sintomatologia. Nei neonati possono mancare od essere modesti, almeno inizialmente, i classici segni respiratori della sindrome influenzale e presentarsi solamente con febbre e letargia e/o difficoltà all’alimentazione. Va segnalata la possibile presenza di episodi di vomito e diarrea, con aumentato rischio di disidratazione.
Le complicanze respiratorie e la sovrapposizione batterica possono essere frequenti nelle prime epoche della vita. Per questi motivi è raccomandato il ricovero per tutti i casi di influenza accertata o probabile nei lattanti inferiori a 3 mesi, in particolare se sono presenti segni di distress respiratorio, prematurità o patologie croniche quali cardiopatie congenite, malattie polmonari croniche, patologie neurologiche e neuromuscolari, immunodeficienza ecc., che possano ostacolare la funzione respiratoria (Sistema Nazionale per le Linee Guida, Istituto superiore di Sanità. La gestione della sindrome influenzale – SNLG Documento 16 Maggio 2008).
Vaccinazione
Neonati e lattanti di età inferiore a 6 mesi non possono essere vaccinati per l’influenza A(H1N1)v. L’ordinanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 30/09/2009, per quel che concerne l’ambito neonatologico, indica tra le categorie a maggior rischio e dunque da vaccinare i soggetti con alterazioni funzionali o strutturali dell’apparato respiratorio come ad esempio i nati gravemente pretermine (<32 settimane di gestazione) o di peso neonatale <1500gr e i broncodisplasici, fino a 24 mesi d’età.
La vaccinazione anti A(H1N1)v e virus influenzali stagionali è fortemente raccomandata per i genitori o, in loro assenza, per chi assista continuativamente il bambino di età inferiore ai 6 mesi.
Il Ministero della Salute, in analogia con i CDC, raccomandano di praticare alle gravide nel 2° e 3° trimestre di gravidanza la vaccinazione per l’influenza A(H1N1)v, così come la vaccinazione per l’influenza stagionale (Ordinanza del 30 settembre 2009 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, recante “Misure urgenti in materia di protezione dal virus A(H1N1)”. I due vaccini possono essere somministrati nella stessa seduta (quello per l’influenza stagionale senza adiuvante), ma in arti differenti. Gli effetti collaterali del vaccino per l’influenza A(H1N1)v sono simili a quelli del vaccino per l’influenza stagionale. I più comuni sono: dolore, arrossamento e tumefazione nel sito di iniezione. Possono presentarsi mal di testa, dolori muscolari, febbre, nausea, ipotensione. Usualmente questi sintomi insorgono rapidamente dopo la vaccinazione e possono durare 1-2 giorni. Come per altri farmaci possono manifestarsi reazione allergiche gravi. Le persone che abbiano presentato allergia alle uova o ad altre sostanze contenute nei vaccini o che abbiano presentato sindrome di Guillan- Barrè non devono essere vaccinate.
Allattamento
L’allattamento materno deve essere supportato ed incentivato perché protegge il neonato dalle infezioni. Inoltre si ritiene che il latte materno non rappresenti un veicolo per il virus influenzale. La pastorizzazione del latte materno con infezione da H1N1 sospetta o accertata non è pertanto raccomandata.
La terapia materna (o la profilassi) con farmaci antivirali non rappresenta una controindicazione all’utilizzo del latte materno. Anche l’utilizzo degli antibiotici (amoxicillina, cefalosporine, vancomicina) indicati per il trattamento di eventuali superinfezioni batteriche (ad es: polmonite da pneumococco o da stafilococco aureo) non rappresenta una controindicazione all’allattamento.
Il latte sarà somministrato al neonato da una persona sana finché non siano soddisfatti i criteri di riduzione del rischio di infettare il neonato, dopodiché la madre dovrebbe essere incoraggiata ad iniziare l’allattamento al seno (o allattamento al biberon qualora il primo non fosse possibile), indossando mascherina che copra correttamente naso e bocca, attenendosi strettamente alle misure igieniche, quando in contatto con il proprio bambino.
La madre dovrebbe osservare queste misure preventive sia in ospedale che a domicilio per almeno 7 giorni dall’inizio dei sintomi, o finchè sia asintomatica da 24 ore.
Neonato con infezione sospetta a domicilio
Qualora un neonato già dimesso dal Punto Nascita presenti sintomi di malattia respiratoria, deve essere valutato sollecitamente dal Pediatra di famiglia o dal Medico di continuità assistenziale, che disporrà gli opportuni provvedimenti a domicilio, o meglio il ricovero, specie se nato da donna infetta. Se clinicamente non necessario, evitare il ricovero in TIN.
Fonte: Società Italiana di Neonatologia – Indicazioni per la prevenzione dell’infezione da virus A(H1N1)v in ambito perinatale.
Foto: rumpleteaser

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