Gli attacchi di panico

Dall’American Psychiatric Association il punto della situazione con le linee guida 2009.

L’attacco di panico

E’ un periodo di paura intensa o disagio, nel quale almeno quattro dei seguenti sintomi si sviluppano improvvisamente e raggiungono un picco in 10 minuti:

  1. palpitazioni, tachicardia;
  2. sudorazione;
  3. sensazione di mancanza di respiro o di soffocamento;
  4. dolore o fastidio al petto;
  5. nausea o dolore addominale;
  6. sensazione di vertigini, instabilità, stordimento o svenimento;
  7. sensazione di irrealtà o di essere distaccati da se stessi;
  8. paura di perdere il controllo o di impazzire;
  9. paura di morire;
  10. parestesie (intorpidimento o formicolio);
  11. brividi o vampate di calore.

Gli attacchi di panico sono frequenti, dato che colpiscono ogni anno più di un terzo della popolazione. La maggior parte della persone guarisce senza terapia. Una minoranza sviluppa un disturbo di panico.

Il disturbo di panico

Consiste in attacchi di panico ricorrenti e inaspettati. Ad almeno uno degli attacchi segue per un mese o più:

  • preoccupazione persistente ad avere ulteriori attacchi
    oppure
  • preoccupazione sulle implicazioni dell’attacco o sulle sue conseguenze (per esempio, perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, “impazzire”)
    oppure
  • un significativo cambiamento nel comportamento.

Nel disturbo di panico gli attacchi non sono attribuibili ad un altro disturbo mentale come la fobia sociale (esposizione a situazioni sociali temute), la fobia specifica (legata a situazioni o eventi ben definite), il disturbo ossessivo-compulsivo (ad esempio, l’esposizione allo sporco in qualcuno con ossessioni di contaminazione), il disturbo post-traumatico da stress (in risposta a stimoli associati con un grave fattore di stress) o il disturbo d’ansia di separazione (ad esempio, in risposta ad essere lontano da casa o parenti stretti); non sono dovuti agli effetti diretti di una sostanza (ad esempio, intossicazione da caffeina); non sono causati da una condizione medica generale (ad esempio, ipertiroidismo). Può essere con o senza agorafobia.

Il disturbo di panico è raro, poiché colpisce meno dell’1% della popolazione. Di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e ha un’incidenza da due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

Rispetto a chi soffre di altri disturbi psichiatrici, i pazienti con disturbo di panico chiedono aiuto relativamente di frequente. Si rivolgono spesso a medici di medicina generale o specialisti non psichiatri e possono fare un maggior uso dei dipartimenti di emergenza. Nonostante tutto, un vasto corpus di prove ha documentato che il disturbo di panico è spesso trattato non adeguatamente o addirittura non riconosciuto.

L’agorafobia

E’ definibile come l’ansia di essere in luoghi o situazioni dai quali la fuga potrebbe essere difficile o imbarazzante; o in luoghi o situazioni in cui un aiuto potrebbe non essere disponibile in caso di malessere o di attacco di panico prevedibile, legato alla situazione, o inaspettato.
Queste situazioni sono evitate; oppure sopportate con marcato disagio o con l’ansia di avere un attacco di panico o sintomi simili; oppure richiedono la presenza di un accompagnatore. Infine, deve essere dimostrato che questa condizione non è dovuta ad un altro disturbo mentale.
Situazioni tipiche sono un viaggio in autobus, in metropolitana o su altri mezzi di trasporto pubblico, lo stare su ponti, gallerie o lontano da casa. Molti pazienti che sviluppano agorafobia trovano che gli attacchi scatenati dalle situazioni in cui si trovano sono più comuni degli attacchi inaspettati.

Le terapie

Le opzioni  a disposizione dei terapeuti specialisti in psichiatria sono:

  • Interventi psicosociali
    • terapie cognitivo-comportamentali;
    • psicoterapia psicodinamica;
    • desensibilizzazione e rielaborazione con il movimento oculare (eyes movement desensitization and reprocessing – EMDR);
    • terapie di gruppo;
    • terapia familiare e coniugale;
    • trattamenti combinati;
  • Interventi farmacologici
    • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI);
    • inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina;
    • antidepressivi triciclici;
    • benzodiazepine;
    • altri antidepressivi (IMAO, bupropione, trazodone, ecc.);
    • altri agenti farmacologici (anticonvulsivanti, agenti antipsicotici, antiipertensivi).

Gli interventi psicosociali e farmacologici esistenti sono efficaci per molti pazienti con disturbo di panico. Tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per ottimizzare questi trattamenti e per espandere la gamma delle opzioni di trattamento.
La ricerca su come ottimizzare l’efficacia dei trattamenti potrebbe valutare i metodi per migliorare la qualità, la rapidità e la durata della risposta ai trattamenti standard per il disturbo di panico. È inoltre necessario fornire ai medici gli orientamenti per trattare i pazienti in cui i sintomi di panico sono resistenti ai trattamenti iniziali.

Per fare il punto sui trattamenti sono liberamente disponibili le linee guida dell’American Psychiatric Association:
Treatment of Patients With Panic Disorder. Practice Guideline
DOI: 10.1176/appi.books.9780890423905.154688

Foto 1: LunaDiRimmel
Foto 2: disastrous

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


9 commenti per Gli attacchi di panico

  • Articolo molto interessante. Ho trovato grande giovamento nel praticare il rebirthing. Non capisco perchè non venga quasi mai mensionato come opzione di cura. Per chi non sapesse cose’ ho inserito il link.

    • La Medicina ha l’obbligo basarsi su prove di evidenza. Le linee guida dell’American Psychiatric Association, basate sul lavoro di centinaia di specialisti in tutto il mondo, sono un punto di riferimento internazionale di grandissima autorevolezza. La pratica del rebirthing non è citata semplicemente perché non esiste la benché minima prova scientifica di efficacia.
      Ma dov’è il link?

  • monica

    possono essere attacchi di panico dolori sotto il seno sx sopra il seno sx battito accelerato tremore freddo e pressione leggermente alta .aspetto risposta e la ringrazio

    • Sì, assolutamente possibile. Nulla vieta di ripetere il controllo cardiologico (che ha già fatto) dopo un po’ di tempo e nel frattempo, per vivere meglio, di avere un colloquio con il medico del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura della propria ASL.

  • monica

    la ringrazio tantissimo della sua risposta il probema e che questi sintomi si ripetono i giorni che io lavoro essendo parttime lavoro solo tre giorni alla settimana premetto che prendo 20 gc di xanax anche se ne dovrei prendere 30 e fare una cura prolungata cioe per mesi e quando mi vengono mi lasciano dolori anche l’indomani nonostante prendo le gc.scusi sono un po paranoica l’esame ecg lo fatto un mese fa il cardiologo ma detto che e tutto ok e che e ansia ma quando faccio uno sforzo o subito il battito accelerato e subito dolori . dovrei fare un’ecg da sforzo? la ringrazio

    • E’ in teoria una possibilità da non trascurare. Prima di tutto controllerei qualche volta la pressione e i battiti dopo almeno 5 minuti di riposo. Saranno elementi utili da riferire al cardiologo al prossimo controllo.

  • monica

    i giorni in cui nn lavoro cioe’ il sabato e la domenica ho controllato la pressione ed era nel normale anche quando sono andata dal cardiologo era nella norma 130.70 ho persino il colesterolo basso e 80 di ritmo sinusale ….. lui ma detto che se nn mi rilasso rischio davvero di ammalarlo… la ringrazio ancora e le faro’ sapere …..cmq lei mi dice praticamente che anche l’ansia porta questi sintomi di dolore fisico?

    • E’ proprio così. Gli attacchi di panico sono una forma d’ansia. Tra i sintomi, come può vedere nell’articolo, c’è anche il dolore toracico.
      In questo momento, Monica, sembra che Lei viva all’interno di un circolo vizioso che rischia di farla stare sempre peggio. Se per il cardiologo il cuore è a posto e non ha bisogno di altro, almeno per il momento, la prima cosa da fare è interrompere questo cortocircuito di sintomi. Lo faccia presto, prima che la situazione evolva in un disturbo di panico conclamato o che il cuore ne soffra, ma eviti di fare da sola: si rivolga con fiducia al medico psichiatra. Può farlo direttamente senza particolari formalità burocratiche.

      • monica

        dottore io la ringrazio mi e’ stato di grande aiuto e diciamo anche di conforto e un buon servizio che voi date al pubblico e spero che continuate. scusi per gli orrori di ortografia e cerchero di fare tutte le visite che lei mi ha consigliato.un grosso saluto dalla sardegna …

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