La salute nelle scuole

Pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità un nuovo rapporto per gli operatori sulla promozione della salute nelle scuole e la prevenzione delle dipendenze.

Un nuovo volume dell’ISS, destinato agli operatori della sanità e della scuola, presenta contenuti e metodi per la prevenzione delle dipendenze. Analizza linee guida per la promozione di interventi sulla prevenzione dell’alcol, del tabagismo, delle sostanze psicotrope e stupefacenti, del doping e delle nuove dipendenze, proponendo obiettivi di apprendimento e attività pratiche per le scuole primarie e secondarie. Il documento è liberamente disponibile per il download.

Ne riportiamo un estratto.

L’alcol per la salute fisica e mentale

Ogni anno sono attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di alcol il 10% di tutte le malattie, il 10 % di tutti i tumori, il 63 % delle cirrosi epatiche, il 41 % degli omicidi e il 45% di tutti gli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche (di lunga durata). In tutta Europa 1 giovane ogni 4 muore a causa dell’alcol che rappresenta attualmente la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.
Per quanto riguarda i ricoveri, complessivamente il 10% di questi è attribuibile all’alcol. Le stime medie annuali si riferiscono a 326.000 alcolcorrelati, di cui circa 100.000 sono stati effettuati con diagnosi totalmente attribuite all’alcol.
Ogni anno in Italia 28.000-40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per una lunga lista di 60 patologie o condizioni totalmente o parzialmente attribuibili all’alcol tra cui principalmente cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali, ecc. Nell’anno 2007, gli incidenti stradali hanno causato circa 5900 decessi, 170.000 ricoveri, 600.000 prestazioni di pronto soccorso e 20.000 invalidità permanenti.
L’alcol, oltre ad essere la causa di circa la metà dei 5900 decessi conseguenti ad incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per i giovani e per gli uomini al disotto dei 40 anni, può essere anche considerato la determinante del 50% delle conseguenze non fatali.
Infine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i costi annuali sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all’alcol sono pari al 2-5% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Secondo tale stima sul PIL nazionale dell’anno 2003 (1324 miliardi di euro) i costi dell’alcol risulterebbero pari a 26-66 miliardi di euro (52.000-128.000 miliardi di vecchie lire).

Sono stati individuati alcuni elementi di efficacia scientifica per i progetti di prevenzione dei comportamenti legati all’uso e abuso di alcol in età evolutiva:

  • precocità di inizio
  • ripetizione e continuità negli anni
  • priorità della parte formativa ed educativa rispetto a quella informativa
  • interattività
  • multidisciplinarietà
  • globalità di approccio all’educazione alla salute
  • inserimento curriculare e collaborazione degli insegnanti
  • coinvolgimento della famiglia e delle istituzioni scolastiche
  • lotta al consumo non consapevole di alcol con attività per la popolazione in generale
  • influenza del gruppo dei pari e di opinion-leaders.

Il tabagismo

I programmi scolastici per la prevenzione del tabagismo possono davvero contribuire in modo sostanziale al miglioramento dello stato di salute delle generazioni future. La scuola costituisce, infatti, un setting ideale per questo tipo di interventi. Così come dimostrato da molte ricerche valutative indipendenti, i più efficaci programmi preventivi sembrano essere quelli che pongono un’enfasi particolare sull’apprendimento di competenze e capacità, più che di
conoscenze. I programmi più efficaci sono quelli che vengono somministrati alla popolazione target prima che inizi a fare uso di tabacco o che abbandoni la scuola. In effetti, le ricerche epidemiologiche dimostrano che il comportamento del fumo è più frequentemente rilevabile nei drop out rispetto a chi, invece, riesce a terminare il ciclo di studi superiori. In realtà, siccome molti giovani cominciano a fumare tra i 14 e i 19 anni, tali programmi preventivi devono essere implementati con modalità continuative in tutti gli anni della scuola superiore. Inoltre, essendo l’abitudine al fumo più frequentemente associata ad altri comportamenti (quali fumo di marijuana, consumo di alcol) che costituiscono un rischio per salute della persona, la promozione di interventi preventivi per il tabagismo potrebbe anche avere un impatto trasversale positivo nel contenimento di altri fattori, che pure hanno elevata prevalenza e
incidenza in età adolescenziale.

Le sostanze psicotrope e stupefacenti

Il mondo dei consumi delle sostanze ha conosciuto e sta conoscendo cambiamenti repentini, sia per quanto riguarda il numero e la tipologia di sostanze usate, sia relativamente ai comportamenti che ne determinano il consumo, sia riguardo alle percezioni e ai parametri di accettabilità sociale; tutto questo richiede una profonda riflessione orientata al contesto (riferimenti normativi, soggetti coinvolti nei consumi, attori responsabili della diffusione di modelli comportamentali, caratteristiche delle sostanze, effetti diretti e indiretti, ecc.) e al coinvolgimento di tutti i portatori di interesse (famiglia, scuola, sanità, servizi sociali, agenzie educative, settori commerciali, ecc.) nell’ottica di intraprendere quelle azioni definibili di “prevenzione territoriale” che, grazie alle logiche di sinergia e di “sistema di prevenzione”, possono avere le maggiori probabilità di risultato.
Lo scopo del presente lavoro è proporre un approccio di indagine del fenomeno e del contesto e di fornire indicazioni utili a tutti coloro che sono interessati ad intraprendere azioni di prevenzione e promozione della salute.

Il doping

Il fenomeno del doping coinvolge molteplici aspetti, alcuni legati alla rapida evoluzione della società che ha comportato la nascita di nuovi valori e credenze. La trasformazione dello sport da gioco di pochi a spettacolo di massa, gli enormi interessi economici coinvolti, la cultura dell’immagine, la spinta delle ditte produttrici di farmaci e integratori, il valore dell’ambizione che risuona nel concetto che per emergere e guadagnare si è disposti a qualsiasi compromesso o sotterfugio, l’idea che “ci sarà pure un farmaco per risolvere il problema” (tipica di una società farmacocentrica), sono tutti elementi che hanno contribuito nel tempo a diffondere il doping dal ristretto mondo degli atleti professionisti di vertice a quelli amatoriali, ai frequentatori delle palestre, ai giovani e fin anche ai bambini.
Nonostante che l’azione d’indagine e di sanzione esercitata dalle autorità sportive e giudiziarie (ricordiamo che in Italia è in vigore una legge che fa del doping un reato penale) possa fungere da deterrente, non vi è dubbio che la strategia principale da seguire consista nell’approccio educativo. In questo contesto la scuola gioca ovviamente un ruolo fondamentale. Non possiamo però dimenticarci che il giovane vive in un contesto che è anche extra-scolastico
e che molto può influenzare il suo comportamento. Un adolescente appassionato di ciclismo è vittima predestinata di allenatori, compagni di squadra e medici sociali senza scrupoli se il sistema educativo (non solo scolastico!) non lo fornisce di quelle conoscenze che possano consentirgli di compiere le proprie scelte in modo consapevole.

Nuove dipendenze

La lingua inglese compie una distinzione significativa tra i termini “dependance” e “addiction” che nella lingua italiana vengono tradotti con la stessa parola ossia dipendenza: in realtà con dependence si intende una dipendenza fisica e chimica, cioè la condizione in cui l’organismo, per funzionare, necessita di una  determinata sostanza; con il termine addiction, invece, ci si riferisce alla dipendenze psicologica che spinge alla ricerca dell’oggetto senza il quale l’esistenza diventa priva di significato.
Recentemente si è accettato che alcuni comportamenti possono generare dipendenza esattamente come una sostanza:

  • dipendenza dalle nuove tecnologie: per esempio computer, internet, videogame, cellulari, ecc.;
  • dipendenza da sostanze non illegali: per esempio caffeina e derivati (come cioccolata, tè, ecc.), integratori alimentari, ecc.;
  • gioco d’azzardo patologico;
  • dipendenza affettiva;
  • shopping compulsivo.

Fonte: Rapporto ISTISAN 09/23

Foto: Tiago Ribeiro

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


1 commento per La salute nelle scuole

  • Carmine Slots

    Quanto mi fa paura questo argomento. Sono un padre di un figlio di soli 5 anni ma quanta paura ho che mio figlio possa mai perdere la retta via nell’eta’ adoloscenziale. Oggi mi sembra che il problema piu’ grande non siano piu’ tanto le droghe ma l’alcol. I ragazzi passano sere intere a bere anche solo a 13 anni. Spero di essere un padre presente che posso accorgersi di cio’ che non va nella vita di mio figlio. Incrociamo le dita!

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