Linee guida sulla gestione dell’emicrania in pronto soccorso

Le raccomandazioni 2013 dell'Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ)

Mal di testa

L’emicrania è una malattia neurovascolare cronica caratterizzata da disfunzione del sistema nervoso centrale e periferico e dei vasi intracranici. Provoca mal di testa acuti che durano da 4 ore a 3 giorni se non trattato. La maggior parte delle persone con emicrania è in grado di curare gli attacchi a casa, tuttavia questo trattamento non sempre ha successo. Inoltre, quando il trattamento iniziale per via orale fallisce, anche i successivi tentativi rischiano di avere la stessa sorte.

Le esacerbazioni acute di emicrania episodica e cronica causano dolore grave e invalidante che spesso si traduce in visite mediche presso i pronto soccorso, diminuita produttività al lavoro o a scuola e ostacolo alle normali attività quotidiane. L’emicrania ha un impatto negativo sulla qualità complessiva della vita ed è associata a comorbidità psichiatriche e mediche. Ogni anno negli Stati Uniti il mal di testa causa 2,1 milioni di visite nei dipartimenti di emergenza; l’emicrania e altri aspetti medici correlati comportano costi per più di 13 miliardi di dollari a causa della perdita di produttività.

Nonostante il mal di testa sia una causa comune di presentazione in pronto soccorso, l’approccio dei medici di emergenza non è univoco. Si usano infatti agenti parenterali diversi, talvolta anche in sequenza o in associazione: gli agonisti dei recettori per la 5-idrossitriptamina (i triptani); i neurolettici; gli antagonisti dei recettori della dopamina (fenotiazine, metoclopramide); i derivati della segale cornuta (la diidroergotamina); i FANS; i cortisonici; gli oppioidi.

Un nuovo documento scientifico della statunitense Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ) fornisce una sintesi comparativa sull’efficacia degli interventi farmacologici parenterali per la gestione del mal di testa acuto negli adulti che si presentano al pronto soccorso. Nel complesso, sono riportate diverse importanti conclusioni.

Molti agenti sembrano essere efficaci nel trattamento dell’emicrania rispetto al placebo. Confronti diretti suggeriscono prove limitate sulla maggiore efficacia del droperidolo rispetto alla proclorperazina. Secondo confronti indiretti di studi statistici la monoterapia con neurolettici e la diidroergotamina in combinazione con metoclopramide o neurolettici sembrano essere le opzioni più efficaci per il sollievo del dolore. Alcuni trattamenti offrono prove sufficienti per l’uso continuato (lidocaina, valproato di sodio). I corticosteroidi prevengono efficacemente le recidive, specialmente nei pazienti con mal di testa prolungati. La lista di effetti avversi, tra cui l’acatisia, è ampia e la scelta della migliore strategia per il trattamento deve tenerne conto.

Le prove raccolte, conclude il documento, sono un importante passo in avanti ma sono necessari ulteriori studi per individuare il farmaco parenterale più efficace e più sicuro.

Acute Migraine Treatment in Emergency Settings (PDF 201 Kb)

Foto: Avenue G (CC BY 2.0)

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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