I farmaci in ambulanza possono diventare inutilizzabili entro poche settimane

Un nuovo studio belga pubblicato online su Annals of Emergency Medicine affronta il tema della sicurezza delle cure e della stabilità dei farmaci usati per le emergenze.

AmbulanzaNelle ambulanze e nelle automediche i farmaci sono esposti a variazioni di temperatura, luce e movimento che possono deteriorare le sostanze e rendere meno attendibili le date di scadenza.

In un nuovo studio Sabrina De Winter e i suoi colleghi dell’Università di Leuven, in Belgio, hanno confrontato la stabilità di farmaci iniettabili di uso comune conservati per un anno in frigorifero, a temperatura ambiente e nella parte posteriore di un veicolo di risposta alle emergenze nelle consuete condizioni operative.

I farmaci inclusi nello studio sono stati i rilassanti neuromuscolari cisatracurio e succinilcolina, l’ansiolitico e anticonvulsivante lorazepam, la metilergometrina utilizzata per le emorragie uterine e l’adrenalina per le crisi cardiache e allergiche.

I ricercatori hanno verificato settimanalmente il deterioramento dei farmaci durante il primo mese e successivamente con cadenza mensile.

Come previsto, nessuno dei farmaci refrigerati si è degradato al di sotto del 90 per cento della potenza, un parametro comunemente usato per l’usabilità.

Metilergometrina e adrenalina sono rimaste stabili per più di un anno se conservate a temperatura ambiente o nel retro di un veicolo di emergenza. Il lorazepam, invece, si è degradato al di sotto del 90 per cento entro un mese, mentre la succinilcolina ha mantenuto le caratteristiche di normale attività per due mesi a temperatura ambiente e per un mese in un veicolo per le emergenze.

Il cisatracurio è diventato instabile entro quattro mesi a temperatura ambiente ma è rimasto stabile per almeno quattro mesi in un veicolo per le emergenze.

Secondo i ricercatori questi farmaci dovrebbero quindi essere rimossi dalle borse entro i tempi rilevati nello studio per mantenere la potenza ottimale ed evitare effetti negativi.

Lo studio chiarisce aspetti chiave sulla sicurezza delle cure in ambito extra-ospedaliero: finora, infatti, le evidenze sul deterioramento dei farmaci nei contesti reali erano limitate. I problemi in gioco, però, sono diversi. Eliminare i farmaci troppo in fretta e su larga scala, per esempio, comporterebbe uno spreco di risorse economiche a scapito di interventi maggiormente appropriati. Indubbiamente servirà indagare ancora.


De Winter S, Vanbrabant P, Vi NT, Deng X, Spriet I, Van Schepdael A, Gillet JB. Impact of Temperature Exposure on Stability of Drugs in a Real-World Out-of-Hospital Setting. Ann Emerg Med. 2013 May 24. pii: S0196-0644(13)00406-X. doi: 10.1016/j.annemergmed.2013.04.018

Foto: Luca Prioli (CC BY 2.0)

di Criel

Medico, redattore di Eumed.org.


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