Lorenzin, io speriamo che me la cavo

Il profilo istituzionale del nuovo ministro della Salute.

Beatrice Lorenzin, neo ministro alla Salute, ha prestato giuramento in un brutto giorno per la democrazia italiana.

42 anni, eletta alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche del 2008 e riconfermata lo scorso febbraio, ha ricevuto ieri da Enrico Letta il mandato per uno dei dicasteri chiave del welfare italiano.

La situazione economica della sanità in Italia è a dir poco delicata. Lorenzin avrà la responsabilità del bilancio complessivo del Ministero della Salute: 1.280.345.645 euro per il 2013. Nell’ultima relazione della Corte dei Conti sui bilanci regionali la sanità copre da sola il 74,5% della spesa. La Corte prevede un calo della spesa al 6,9% del Pil nel 2014 e del disavanzo (-38%), ma anche un aumento del debito per gli interessi.

Accanto alle questioni economiche le autorità sanitarie italiane sono costrette ad affrontare aspetti di vasta eco tra l’opinione pubblica – i vaccini, la sperimentazione sulle cellule staminali o la sperimentazione animale, tanto per fare alcuni esempi – la cui gestione richiede correttezza tecnico-scientifica e indipendenza dalle spinte populiste del momento. In una situazione di crisi economica fare scelte scientifiche sbagliate comporta la perdita di qualità e di risorse per l’assistenza.

La sfida, inutile negarlo, è quella di abbandonare la strada dei tagli lineari e di avviare le riforme per non mandare all’aria la sostenibilità della sanità pubblica.

Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa, azzarda una previsione: Lorenzin «sarà una delle rivelazioni del Governo». In molti invece si chiedono come possa un politico con in tasca la sola maturità classica assolvere dignitosamente un compito così arduo. Sappiamo tutti che i titoli accademici non sono garanzia di competenza ma in effetti al momento non emergono né esperienze né orientamenti noti del ministro se non alcune dichiarazioni a favore della legge n. 40 sulla procreazione assistita.

Nell’ambito della sua attività da parlamentare, in tema di sanità Lorenzin ha presentato proposte di legge come primo firmatario sulla istituzione della Giornata nazionale per la lotta contro la droga (2008), per il contrasto a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia (2008) e per il riconoscimento della lingua italiana dei segni (2008 e 2009).

Ha anche presentato proposte di legge come co-firmatario sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero (2008), sulla raccolta e l’utilizzo delle cellule staminali da cordoni ombelicali a fini terapeutici e di ricerca (2008), sulla donazione del cordone ombelicale (2008), sul divieto di vendita e di consumo di tabacco ai minori di anni diciotto (2008), sulla sicurezza stradale in caso di guida in stato di ebrezza 2008), su disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (2009), sull’emergenza del randagismo (2009), sulla destinazione di una quota del monte premi del Superenalotto a iniziative in favore dei disabili e dei malati cronici non autosufficienti nonché della ricerca scientifica in ambito sanitario (2009), sul riconoscimento dell’endometriosi come malattia sociale (2010), su disposizioni in favore delle famiglie dei minori affetti da patologie ematologiche pediatriche e neoplasie infantili (2012).

Lo scorso anno ha firmato l’interrogazione a risposta scritta C.4/16606 [Vietare la manifestazione a favore dell'infibulazione], le interpellanze C.2/01457 [Iniziative di vigilanza e controllo nei confronti delle fondazioni IRCCS private] e C.2/01460 [Sui concorsi per l'assegnazione di farmacie] e infine la mozione C.1/00904 [Inserire tra gli obiettivi del Piano sanitario nazionale 2013-2015 la medicina di genere].

Decidete voi se questo tipo di esperienza istituzionale possa essere propedeutica a incarichi più alti. A me Lorenzin appare come un politico puro che per tenere la barca sulla giusta rotta dovrà fare appello con energia alla propria voglia di fare.

Auguri sinceri al ministro. E a tutti noi.

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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