Arresto cardiaco, da testimone a soccorritore

Per ogni 30 persone che ricevono le manovre di rianimazione dagli astanti si salva una vita in più. Un nuovo studio dell'American Heart Association individua alcuni punti chiave per migliorare gli esiti degli arresti cardiaci.

Massaggio cardiaco - Salva una vita!Ogni anno negli Stati Uniti si contano circa 360.000 arresti cardiaci extraospedalieri (OHCAs), pari al 15% di tutti i decessi. Esistono variazioni molto alte da zona a zona, con tassi di sopravvivenza dello 0,2% a Detroit e del 16% a Seattle. Queste differenze possono in parte essere spiegate dal ruolo attivo dei testimoni, uno degli anelli della catena della sopravvivenza, nella rianimazione cardiopolmonare.

Per ogni 30 persone che ricevono le manovre di rianimazione dagli astanti si salva una vita in più. Un approccio promettente per aumentare la sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco extraospedaliero è quindi quello di aumentare i tassi di rianimazione degli astanti, che sempre negli Stati Uniti variano dal 10 al 65% e si attestano in media al 25% nonostante le campagne di promozione e di educazione pubblica.

È importante capire perché alcune comunità hanno un basso tasso di risposta degli astanti e quali sono le raccomandazioni da fornire. Esistono quattro punti critici nel coinvolgimento degli astanti come parte di una risposta coordinata all’emergenza.

In primo luogo il riconoscimento precoce di un arresto cardiaco deve comprendere la valutazione del testimone: il soccorritore potenziale può riconoscere che la vittima ha avuto un arresto cardiaco o semplicemente che ha bisogno dell’assistenza dei servizi sanitari d’emergenza.

In secondo luogo il soccorritore deve chiamare prontamente il 118 o il numero equivalente per le emergenze mediche.

Terzo, la chiamata viene instradata a un operatore, il quale deve valutare che si è verificato un evento di arresto cardiaco e inviare una risposta adeguata. L’operatore deve fornire passo dopo passo le istruzioni per guidare il soccorritore improvvisato all’esecuzione del massaggio cardiaco. La tecnica Hands-Only, infatti, è efficace e alla portata di tutti.

Infine il soccorritore inizia e continua la rianimazione cardiopolmonare sulla vittima dell’arresto cardiaco fino all’arrivo dei soccorsi.

Un nuovo studio dell’American Heart Association (AHA), pubblicato in edizione elettronica su Circulation il 25 febbraio scorso, individua alcuni punti chiave per migliorare gli esiti degli arresti cardiaci.

  • Registrazioni temporali e geografiche dei casi di arresto cardiaco extraospedaliero e degli interventi degli astanti.
  • Analisi dei dati per comprendere le differenze di sopravvivenza tra le varie aree.
  • Identificazione di aree a maggior rischio dove concentrare le risorse sanitarie.
  • Miglioramento delle campagne di educazione pubblica al soccorso e programmi istituzionali per gli operatori dei sistemi di emergenza, necessari per guidare al meglio i soccorritori improvvisati.
  • Uso dei social media e di internet per rendere i cittadini informati e consapevoli sull’importanza della rianimazione cardiopolmonare.
  • Studi locali per comprendere meglio le barriere di tipo culturale e sociale che limitano in alcune aree l’intervento diretto degli astanti.


Sasson C, Meischke H, Abella BS, Berg RA, Bobrow BJ, Chan PS, Root ED, Heisler M, Levy JH, Link M, Masoudi F, Ong M, Sayre MR, Rumsfeld JS, Rea TD; on behalf of the American Heart Association Council on Quality of Care and Outcomes Research, Emergency Cardiovascular Care Committee, Council on Cardiopulmonary, Critical Care, Perioperative and Resuscitation, Council on Clinical Cardiology, and Council. Increasing Cardiopulmonary Resuscitation Provision in Communities With Low Bystander Cardiopulmonary Resuscitation Rates: A Science Advisory From the American Heart Association for Healthcare Providers, Policymakers, Public Health Departments, and Community Leaders. Circulation. 2013 Feb 25. [Epub ahead of print]. doi: 10.1161/CIR.0b013e318288b4dd

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di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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