Insorgenza e monitoraggio della fibrillazione atriale

Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanità su più di 12.000 episodi di fibrillazione artificiale fornisce informazioni per ottimizzare i metodi diagnostici.

Fibrillazione atrialeLa fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca caratterizzata da una completa irregolarità dell’attivazione elettrica degli atri. Nella pratica clinica, con un terzo delle ospedalizzazioni per alterazioni del ritmo cardiaco e un notevole impatto sociale, è l’aritmia più comune.

È sintomatica nel 10-20% dei pazienti affetti. I sintomi sono battiti irregolari, accelerati, palpitazioni, cardiopalmo aritmico, talvolta alternati a battiti più rallentati che portano a sensazione di debolezza, di mancanza di respiro, di cuore in gola, di vertigine.

La maggior parte dei pazienti, al contrario, è asintomatica e la fibrillazione atriale viene diagnosticata casualmente dopo un tempo imprecisato. Questa difficoltà diagnostica rappresenta un problema clinico non irrilevante, in quanto il tempo utile entro il quale l’aritmia può essere corretta senza il rischio di aver formato trombi è 48-72 ore.

Per la diagnosi della fibrillazione atriale il medico utilizza normalmente l’elettrocardiogramma (ECG). Tuttavia, se la fibrillazione è intermittente, un normale esame ECG può non evidenziare il problema. Il medico può consigliare altri tipi di esami (Holter ECG 24 ore o 7 giorni) nel tentativo di registrare un episodio di fibrillazione atriale.

La strada per il futuro è l’utilizzo di sistemi di telemonitoraggio che permettano di fornire assistenza a distanza, con notevoli vantaggi per i pazienti e per il Servizio Sanitario Nazionale.

L’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato un database contenente informazioni sul giorno di insorgenza e sulla durata di oltre 12.000 eventi di fibrillazione atriale per circa 250 pazienti.

Le analisi dei dati hanno fornito informazioni per migliorare l’efficacia diagnostica del telemonitoraggio ECG giornaliero, determinando in quali momenti della giornata esiste una buona probabilità di individuare episodi di fibrillazione atriale mediante una registrazione elettrocardiografica. I momenti più opportuni sembrerebbero essere la mattina intorno alle 9:00, l’ora del pranzo e il pomeriggio tra le 17:00 e le 18:30.


Istituto Superiore di Sanità – Censi F, Calcagnini G, Triventi M, Mattei E, Gargaro A, Biancalana G, Fontana M, Capucci A. Distribuzione temporale degli episodi di fibrillazione atriale. Rapporti ISTISAN 12/52

Immagine: J. Heuser (Opera propria) [GFDL o CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

di Massimo Pacifici

Medico chirurgo, specialista in chirurgia generale.


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