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Quando qualcuno si ferisce o si ammala d’improvviso c’è un periodo critico, prima dell’arrivo del medico o dell’ambulanza, che è della massima importanza per il paziente. Quello che fate, o non fate, in questo intervallo può essere questione di vita o di morte.
Il pronto soccorso è l’aiuto che potete prestare finché non interviene il medico o il soccorso professionale. E’ un dovere verso voi stessi, i vostri familiari e i vostri vicini sapere cosa fare con prontezza e intelligenza in caso d’incidente o di malore improvviso.
Appunti di Pronto Soccorso è una raccolta di suggerimenti in forma pratica e concisa, adatta a tutti. Ricordate sempre, però, che non può in nessun caso sostituire l’assistenza del medico! Leggetelo e studiatelo con cura. Quindi mettetelo nella vostra cassetta di pronto soccorso o dovunque sia a portata di mano per essere consultato prontamente in caso di necessità.
Il libro • Condizioni d’uso e copyright • Note di redazione • Mappa del sito
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Gli avvisi e i bandi di concorso pubblicati sui bollettini ufficiali regionali e siti aziendali nel periodo dal 30 gennaio al 6 febbraio 2010.
Regione Campania
Bollettino Ufficiale n. 10 del 01.02.2010
AZIENDA OSPEDALIERA DI RILIEVO NAZIONALE “A. CARDARELLI” – Napoli
Avviso pubblico per titoli ed esame colloquio, per il conferimento di incarico quinquennale a posti di Dirigente Medico Direttore di Struttura Complessa.
Regione Piemonte
Bollettino Ufficiale n. 5 del 04.02.2010
Azienda ospedaliera C.T.O. Maria Adelaide di Torino
Concorso pubblico, per titoli ed esami, a n. 1 posto di Dirigente Medico Chirurgia Generale e d’Urgenza.
Azienda ospedaliera Ospedale Infantile Regina Margherita/S. Anna di Torino
Concorso pubblico per titoli ed esami a n. 2 posti di Dirigente Medico di Pediatria da destinare alla S.C. Pediatria d’urgenza del presidio ospedaliero infantile “Regina Margherita”.
Azienda sanitaria locale “AT”
Avviso pubblico per il conferimento di incarichi provvisori nel servizio di Emergenza sanitaria territoriale 118 dell’ASL AT.
Azienda sanitaria locale “CN2″
Avviso pubblico di incarico a tempo determinato per sostituzione, a n.1 posto di Dirigente medico – S.O.C. Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza.
Azienda sanitaria locale “VC”
Avviso pubblico, per titoli e colloquio, per la copertura a tempo determinato di n. 1 posto di Dirigente Medico – Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza.
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Le nuove proposte di GlobalMediRec come Specialty Doctor
Per molti medici lavorare all’estero è una esigenza. Spesso non si tratta solo una preziosa esperienza culturale, una di quelle da mettere in risalto nel curriculum vitae e da ricordare con un po’ di nostalgia per il resto della vita, ma di un modo pratico e rapido per ottenere un compenso economico dignitoso.
Lo scorso 5 ottobre vi abbiamo presentato un’opportunità di lavoro a Londra e abbiamo dato i riferimenti di Eures, il portale europeo della mobilità professionale. Il 13 dicembre vi abbiamo dato notizia della guida della Commissione europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali negli Stati membri. Oggi riportiamo una nuova opportunità di lavoro per il Regno Unito proposta da GlobalMediRec.
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Secondo uno studio britannico l’ecstasy (MDMA) uccide più facilmente le persone giovani, sane, che non usano regolarmente droghe rispetto ad altre sostanze psicostimolanti.
Le anfetamine (un termine generico che include sia le anfetamine che le metanfetamine) e l’ecstasy figurano tra le sostanze illecite più frequentemente utilizzate in Europa. Il termine ecstasy si riferisce a sostanze sintetiche chimicamente correlate alle anfetamine ma differenti da queste per gli effetti prodotti.
Uno studio sulle morti per droga in Gran Bretagna tra il 1997 e il 2007 ha rilevato che l’ecstasy causa decessi soprattutto in individui giovani e più sani rispetto a quelli deceduti per anfetamine.
Fabrizio Schifano dell’Università di Hertfordshire, che ha condotto lo studio, in un intervista telefonica riportata da alcune agenzie di stampa ha detto che i suoi risultati sono preoccupanti perché sembrano dimostrare per i più giovani, il gruppo di età più soggetto al consumo, una particolare vulnerabilità. «Questa è una grande preoccupazione per la salute pubblica», ha affermato.
Schifano ha utilizzato i dati del National Programme on Substance Abuse Deaths database e del The British Crime Survey. Nello studio [1] pubblicato sulla rivista Neuropsychobiology sono riportate 832 persone decedute in seguito all’assunzione di anfetamine e metanfetamine come speed o crystal meth nel corso del periodo di studio di 11 anni, mentre sono stati 605 i decessi correlati al consumo di ecstasy. Le morti per ecstasy sono risultate più comuni in soggetti giovani, sani e non noti come consumatori di droga. Questi dati sono ancora più significativi e preoccupanti se consideriamo che l’ecstasy è più a buon mercato di altri psicostimolanti ed è meno diffusa [2]: le stime sulla produzione globale sono di 72-137 tonnellate di ecstasy contro 230-640 di anfetamine e metanfetamine insieme.
Schifano sostiene che i giovani di età compresa tra i 16 a 24 anni vanno incontro più facilmente a conseguenze estreme dopo l’assunzione di ecstasy ma non è chiaro il perché. «L’ecstasy e le anfetamine sono molto simili, fanno parte dello stesso gruppo farmacologico – ha detto Schifano – ma l’ecstasy sembra mostrare una tossicità intrinseca superiore a quello delle anfetamine». Potrebbe essere il cervello dei soggetti giovani, ancora in via di sviluppo all’età di 16-17 anni, ad essere più vulnerabile agli effetti del farmaco.
L’ecstasy è attualmente classificata in Gran Bretagna, insieme a eroina e cocaina, come una delle droghe più pericolose.
Bibliografia
- Schifano F, Corkery J, Naidoo V, Oyefeso A, Ghodse H. Overview of Amphetamine-Type Stimulant Mortality Data – UK, 1997-2007. Neuropsychobiology. 2010 Jan 29;61(3):122-130.
- EMCDDA – 2009 Annual report on the state of the drugs problem in Europe.
Vedi anche: Morire in discoteca ma con ritmo: gli arresti cardiaci nei giovani.
L’Assessorato alla Sanità della Regione Marche e la Protezione Civile hanno presentato a Fabriano il seminario: “Elisuperfici, strumento insostituibile per la Protezione Civile e per un efficace Soccorso sanitario”.
Fabriano, 30 gennaio - L’inaugurazione ufficiale è stata rinviata per le cattive condizioni metereologiche ma nel frattempo è partita l’operatività della elisuperficie di San Cassiano. La rete di queste strutture, 13 nelle zone montane delle Marche, possano rendere più efficace l’intero sistema di soccorso, i collegamenti, i trasporti tra ospedali, la sicurezza nel caso di terremoti, allagamenti o altre emergenze di Protezione Civile. Previsto anche un potenziamento del servizio antincendio boschivo in accordo con il Ministero dell’Interno e con l’ENAC.
Le elisuperfici sono una rete efficiente per permettere spostamenti rapidi in luoghi ospedalieri dotati di Pronto Soccorso ma possono anche avere altri ruoli, come l’organizzazione di collegamenti fra luoghi a vocazione turistica e posti la cui viabilità è difficoltosa. L’Assessore alla Sanità ha anche sottolineato l’utilità e l’esperienza acquisita durante l’organizzazione dei soccorsi all’Aquila per il sisma dello scorso anno.
Le elisuperfici marchigiane sono 13: Pesaro, Cagli, Ancona Torrette, Fabriano, Cingoli, Civitanova Marche, Belforte del Chienti, San Ginesio, Castelraimondo, Matelica, Camerino, Camerino Pietralatrave, Amandola. Secondo l’ENAC in Italia esistono 229 elisuperfici, di cui 66 con attività di elisoccorso sanitario.
Dal NICE le raccomandazioni per la riduzione del rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare nei pazienti ricoverati in ospedale.
Il tromboembolismo venoso (TEV) consiste nella formazione di un coagulo di sangue (il trombo) in una vena e nel suo possibile distacco dal punto di origine, con la formazione di un frammento (l’embolo) che si muove lungo il torrente sanguigno (l’embolia). Un trombo si presenta più comunemente nelle vene profonde degli arti inferiori. Questa condizione è la trombosi venosa profonda. Un trombo che arriva nei polmoni determina una embolia polmonare.
Il TEV comprende una vasta gamma di presentazioni cliniche. La trombosi venosa può essere completamente asintomatica o può causare dolore e gonfiore alle gambe. Tutto o parte del trombo può liberarsi e viaggiare verso il polmone causando una embolia polmonare potenzialmente fatale.
La trombosi venosa sintomatica può essere notevolmente pesante per il paziente, talvolta a lungo termine a causa dell’instaurarsi di una insufficienza venosa cronica. Questa, a sua volta, può causare una ulcerazione venosa e lo sviluppo di un arto post-trombotico con dolore cronico, gonfiore e alterazioni cutanee.
Il TEV è una causa importante di morte nei pazienti ricoverati: negli ospedali britannici sono circa 25.000 ogni anno. Il trattamento del TEV sintomatico non fatale, spesso di lunga durata, è associato ad un notevole costo per il servizio sanitario.
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I costi al minuto per il trasporto sanitario in ambulanza e le attività di elisoccorso.
Solitamente non ci si pensa, a meno di non occuparcene professionalmente, ma le attività di soccorso medico ordinario sono programmate dalle Regioni in base alla popolazione, alle caratteristiche fisiche del territorio e alle risorse finanziarie. Hanno quindi un costo che le Regioni, cioè tutti noi, rimborsano a chi fornisce uomini e mezzi per effettuarlo.
Oggi vogliamo darvi conto su cosa ha stabilito la Regione Autonoma Valle d’Aosta con la Deliberazione 11 dicembre 2009, n. 3653: “Determinazione delle tariffe per le attività di trasporto sanitario non urgente o programmato e di assistenza alle manifestazioni. Approvazione di disposizioni all’Azienda USL della Valle d’Aosta in materia di compartecipazione al costo degli interventi di elisoccorso. Revoca della DGR n. 1654 in data 09.06.2006″.
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Regione Lazio
Bollettino Ufficiale n. 4 parte III del 28.01.2010
AZIENDA REGIONALE EMERGENZA SANITARIA A.R.E.S. 118
Avviso pubblico per il conferimento dell’incarico quinquennale di Direzione della Struttura Complessa Centrale Operativa Rieti e Provincia ad un Dirigente Medico della Disciplina di Anestesia e Rianimazione dell’Area della Medicina Diagnostica e dei Servizi, ovvero della disciplina di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza dell’Area Medica e delle Specialità Mediche.
Regione Piemonte
Bollettino Ufficiale n. 4 del 28.01.2010
Azienda sanitaria locale “TO5″
Avviso pubblico per formulazione graduatoria per attività di continuità assistenziale (ex guardia medica) per conferimento incarichi provvisori di dodici mesi.
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La candidata alla presidenza della Regione Lazio: «Ci sono molti altri capitoli sui quali si può incidere». Scelta operativa o demagogia?
Con un disavanzo di 1 miliardo e 350 milioni nel 2009 il sistema sanitario laziale è uno tra i più economicamente disastrati d’Italia. Secondo quanto diffusamente riportato dalla stampa la Regione Lazio, attualmente commissariata, considera anche la strada dell’imposizione di un ticket sul pronto soccorso con il pagamento di una quota versata direttamente dal cittadino dopo la prestazione.
In questi giorni si sono registrate le posizioni contrarie di tutte le parti politiche e dei sindacati. Dagli studi di UnoMattina, in onda ieri su Rai Uno, Renata Polverini ha dichiarato: «Non credo che si possa far pagare ancora ai cittadini per l’erogazione del servizio sanitario che già pagano pesantemente, perché nel Lazio le addizionali Irpef e Irap sono le più alte». Per Polverini infatti «ci sono molti altri capitoli sui quali si può incidere a cominciare dai costi della politica che gravano sul servizio sanitario, i costi della burocrazia». In questo senso sarà opportuno «istituire un servizio di controllo e di ispezione della formazione della spesa anche laddove necessario, convenzionando la Regione con la Guardia di Finanza. Questo piano si può e si deve rinegoziare con il Governo».
Al momento di scrivere non trovo una posizione specifica su questo argomento per l’avversaria Emma Bonino, che peraltro si era espressa così il 21 gennaio per i ticket sulla riabilitazione: «No ai balzelli sulla disabilità: il provvedimento assunto dal commissario di Governo per il rientro del debito della Regione Lazio è ingiusto e inaccettabile. Non discuto sulla necessità di mettere in campo strumenti per contenere la spesa sanitaria. Di sicuro, però, questi non possono gravare su chi già vive in condizioni di difficoltà, vale a dire sui disabili e loro famiglie. Chiedo quindi al Governo di parlare con il proprio commissario per rivedere subito il decreto».
E’ decisamente prematuro trarre ora una conclusione – le proposte elettorali per la sanità sono ancora indefinite – ma non è difficile prevedere che per entrambe le candidate la formula sarà quella già ascoltata da lungo tempo: meno sprechi e più efficienza. Eppure gli opposti schieramenti politici, da Badaloni passando per Storace, dopo essersi proposti all’elettorato con posizioni simili non hanno certo brillato per i risultati.
Ma quali dimensioni ha il servizio di pronto soccorso nel Lazio?
59 strutture di pronto soccorso hanno effettuato 2.125.823 prestazioni nel 2008, con 72,9% codici verdi e 9,7% codici bianchi. Il primato degli accessi in Pronto Soccorso spetta al Policlinico Umberto I di Roma, seguito dal S. Camillo-Forlanini e dal Sandro Pertini. Ci si reca generalmente con mezzi propri (83,6%) e principalmente per questi 10 motivi: distorsione e distrazione del collo (1,94%), dolore addominale di sede non specificata (1,83%), dolore toracico non specificato (1,77%), cervicalgia (1,65%), contusione della faccia, del cuoio capelluto e del collo escluso l’occhio (1,65%), febbre (1,55%), colica renale (1,51%), sincope e collasso (1,20%), faringite acuta (1,19%). Il 5,43% di coloro che si sono registrati all’arrivo, infine, non risponde quando arriva il proprio turno. La voce “non risponde” è quindi al primo posto di questa particolare classifica e ha un preciso significato: oltre 106.000 persone si recano in pronto soccorso per una patologia per la quale non possono o non vale la pena aspettare.
Il quadro dell’attività di Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere del Lazio secondo Laziosanità – Agenzia di Sanità Pubblica è stato ripreso recentemente dal Censis: «L’ospedale, infatti, mantiene il ruolo di catalizzatore della risposta sanitaria, al quale i cittadini ricorrono non solo nei momenti in cui percepiscono un grave rischio per la salute, ma anche nelle situazioni borderline».
Una situazione spesso desolante per chi vi lavora, con turni massacranti, in perenne mancanza di personale e frequentemente in condizioni di precarietà contrattuale, ma sconfortante soprattutto per i malati a causa delle attese estenuanti e della bassa qualità percepita. La quotidiana congestione delle strutture di emergenza porta talvolta a guasti irreparabili, come la morte del 60enne ad Albano dopo quasi 48 ore in barella per la mancanza di un posto letto.
Le cause della congestione dei dipartimenti di emergenza sono note da lungo tempo. La mancanza dei posti letto per i ricoveri è solo una di esse e ha origini antiche, ancora ben radicate in molti primari. Spesso si privilegiano i ricoveri di elezione, quelli scelti dai medici di reparto, per alimentare le casistiche e l’attività scientifica. Questa selezione dei pazienti, seppur legittima, in qualche caso è anacronistica, artificiosa o organizzativamente non appropriata tanto da essere punita dal sistema dei controlli sui DRG. Gli effetti sui Pronto Soccorso sono ben più estesi che non per i tagli sul numero dei posti letto operati negli anni dalla Regione.
L’elevato afflusso di persone e la cronica mancanza di posti letto orienta sempre di più i medici di pronto soccorso alla pratica della medicina difensiva: più accertamenti possibili e sempre più proposte di ricovero.
Le ridotte alternative all’ospedale sono un altra importante causa di affollamento dei pronto soccorso. Le attese per una prestazione nelle diverse strutture ambulatoriali di tutta la Regione mostrano realtà molto diverse: si può attendere tra 7 e 127 giorni per una visita cardiologica, tra 1 e 84 giorni per una visita otorinolaringoiatrica, tra 9 e 94 giorni per una visita ginecologica e tra 2 e 104 giorni per una ecografia ostetrica. Queste disomogeneità e le obiettive difficoltà dei cittadini, causate da un’assistenza territoriale poco efficiente, alimentano un malcostume che sarebbe sciocco nascondere e che vorrebbe tutto e gratis, saltando le file e il medico di famiglia. Un comportamento sociale e culturale ormai radicato in molti cittadini e su cui sembra si sia scelto di tirare i remi in barca.
L’introduzione del ticket senza altri provvedimenti strutturali è solo un espediente per fare cassa. Quando il servizio sanitario, invece, offre sul territorio un’alternativa efficace al pronto soccorso con i Presidi Ambulatoriali Distrettuali e l’Assistenza Territoriale Integrata, l’introduzione del ticket si dimostra un valido deterrente per le prestazioni non appropriate in Pronto Soccorso. Scartarlo a priori perché impopolare non appare la scelta giusta soprattutto per i cittadini e per la qualità che si ha il dovere di assicurare loro.
Ci piacerebbe vedere un cambiamento nell’educazione sanitaria di tutti noi e una diversa consapevolezza di operatori e cittadini nell’utilizzo delle risorse umane, tecniche ed economiche. Queste non sono né illimitate né rinnovabili all’infinito.
Pubblicata la D.G.R. 28 dicembre 2009, n. 2624 “Emergenza Soccorso Sanitario in mare – Adempimenti” (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 15 del 25.01.2010).
L’Assessore alle Politiche della Salute, sulla base dell’istruttoria espletata dalla responsabile della P.O. “118” dell’Ufficio 4 e confermata dalla Dirigente dello stesso Ufficio e dal Dirigente del Servizio Programmazione Assistenza Territoriale Prevenzione, riferisce quanto segue:
I principi dell’emergenza sottolineano l’esigenza di salvaguardare i requisiti di uniformità di risposta sul “territorio”, che va inteso quindi non solo come territorio terrestre (già coperto dal Servizio di Emergenza Urgenza Sanitaria Territoriale – 118), ma anche come territorio costiero e mare territoriale (fino a 12 miglia dalla costa), zone queste ultime con evidenti peculiarità e difficoltà.
L’esperienza maturata in questi anni dal Servizio di Emergenza Urgenza Sanitaria Territoriale (118) in Puglia ha evidenziato una disomogeneità tra i livelli assistenziali di risposta all’emergenza erogata “a terra” e i livelli assistenziali di risposta all’emergenza da assicurare nelle acque territoriali e sulla costa.
Tale esperienza ha, quindi, di fatto rimarcato la necessità di un Servizio per l’Emergenza Sanitaria in mare da organizzare ed attivare nella Regione Puglia.
La Deliberazione del Consiglio Regionale 3 febbraio 1999 n.382 enuncia quale indispensabile livello assistenziale il soccorso sanitario in mare prevede:
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I gel a base di ketoprofene per contusioni, distorsioni, stiramenti muscolari, torcicollo, lombaggine possono provocare fotoallergie anche gravi.
L’Agenzia francese di sicurezza sanitaria e dei prodotti medicinali (Afssaps) ha annunciato la sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di tutti i gel antinfiammatori contenenti ketoprofene. La sospensione è entrata in vigore il 12 gennaio 2010 ed è accompagnata dal ritiro dei lotti disponibili sul mercato.
Il ketoprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS). Sotto forma di gel può essere applicato sulla pelle per il trattamento locale di affezioni dolorose dell’apparato osteo-articolare e muscolare di origine reumatica o traumatica: contusioni, distorsioni, stiramenti muscolari, torcicollo, lombaggine. Fin dalla sua commercializzazione sono stati riscontrati casi di fotoallergia (reazione cutanea esagerata o anormale alla luce), spesso gravi, con eczemi e bolle estesi anche oltre la zona di applicazione, che in taluni casi hanno comportato l’astensione dal lavoro e il ricovero in ospedale.
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L’Agenzia Italiana del Farmaco ha modificato gli stampati dei prodotti per eliminare o modificare determinate informazioni che potevano indurre ad errore terapeutico.
Visto l’ampio uso che si fa del paracetamolo, è utile conoscere la nota informativa importante appena pubblicata dall’AIFA relativa a Tachipirina® e medicinali contenenti paracetamolo da solo. Sono state eliminate dagli stampati del prodotto alcune informazioni che potevano indurre a un errore terapeutico. In particolare non sono più presenti la tabella iniziale relativa allo schema di trattamento posologico espresso per età e via di somministrazione, e le seguenti affermazioni:
- “Nell’uso orale la dose quotidiana raccomandata di paracetamolo è approssimativamente di 60–80 mg/kg/die, da suddividere in 4-6 somministrazioni giornaliere, cioè all’incirca 15 mg/kg ogni 6 ore, o 10 mg/kg ad intervalli di 4 ore”
- “Nell’uso per via rettale la dose quotidiana raccomandata di paracetamolo è approssimativamente di 90 mg/kg/die, da suddividere in 4-6 somministrazioni giornaliere, cioè all’incirca 20 mg/kg ogni 6 ore. Al di sotto dei tre mesi, in caso di ittero, la dose singola per via rettale deve essere ridotta a 5-10 mg/kg”.
Inoltre si raccomanda di non somministrare il farmaco per più di 3 giorni senza consultare il medico (in precedenza erano riportati 10 giorni).
In pratica i medici e i farmacisti quando consigliano l’uso del paracetamolo devono seguire scrupolosamente lo schema posologico riportato per ogni forma farmaceutica ed espresso in funzione del peso. La posologia da utilizzare, riportata anche negli stampati del farmaco, è la seguente:
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In occasione del terremoto di Haiti l’OMS ha emesso una nota tecnica sulla gestione del tetano.
 Opistotono
Lo scorso 12 gennaio Haiti è stata colpita da una violenta scossa sismica del 7° grado della scala Richter. Il terremoto ha interessato un’area in cui sono presenti circa 3,5 milioni di persone. La popolazione dell’isola caraibica, già lungamente provata da instabilità politica, violenze, povertà diffusa e precedenti disastri naturali, come gli uragani e le tempeste tropicali del 2008, si trova oggi a dover fronteggiare una pesantissima emergenza senza più alcuna risorsa economica o infrastrutturale propria.
Non senza qualche polemica, in queste ore gli sforzi della comunità internazionale sono rivolti a contenere i gravissimi rischi per la salute pubblica:
- malattie dovute al consumo di cibi e acqua contaminati (enteriti, tifo, epatiti);
- malattie associate all’affollamento (infezioni respiratorie acute, influenza A/H1N1, meningite, tubercolosi, HIV, morbillo, difterite, pertosse);
- malattie trasmesse da vettori, zoonosi (dengue, malaria, rabbia, leptospirosi, filariasi);
- altre condizioni (malnutrizione, malattie sessualmente trasmissibili, salute riproduttiva, infezioni cutanee come la scabbia, malattie croniche non trasmissibili, malattie psichiatriche, intossicazioni da inquinanti, donazioni di farmaci o attrezzature mediche inappropriate).
Tra le emergenze prioritarie vi è la valutazione e il trattamento di traumi e ferite. I rischi di gangrena per infezione delle ferite e di tetano sono alti a causa delle difficoltà ad accedere ai servizi di assistenza sanitaria e della bassa copertura vaccinale della popolazione (nel 2007 solo il 53% dei bambini di 1 anno di età ha completato il ciclo vaccinale).
Pochi giorni fa l’OMS ha pubblicato l’aggiornamento delle linee guida di terapia per il tetano.
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Gli avvisi e i bandi di concorso pubblicati sui bollettini ufficiali regionali e siti aziendali nel periodo dal 16 al 23 gennaio 2010.
Regione Piemonte
Bollettino Ufficiale n. 3 del 21.01.2010
Azienda ospedaliera C.T.O. Maria Adelaide di Torino
Avviso per la copertura di n. 25 posti di Dirigente Medico – nella S.C. Emergenza Territoriale 118 – Disciplina di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza.
Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo
Concorso pubblico per titoli ed esami per l’assunzione di n. 3 Dirigenti Medici di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza.
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K. Fukuda (OMS): «L’ipotesi di una terza ondata è probabilmente quella più consistente ma non è possibile fare previsioni».
E’ stato aggiornato il notiziario del CNESPS sull’influenza da nuovo virus A/H1N1v. Nel notiziario di oggi sono riportati i consueti riferimenti e le novità sulla situazione italiana e internazionale.
Particolarmente interessanti le dichiarazioni rese pochi giorni fa in una conferenza stampa da Keiji Fukuda, consigliere dell’OMS e uno dei più noti esperti mondiali in materia. Ne riportiamo il resoconto dal sito EpiCentro, che vi invitiamo a visitare per i riferimenti.
Conferenza stampa dell’Oms sull’influenza pandemica A/H1N1v
Il 14 gennaio 2010, Keiji Fukuda, consigliere speciale del Direttore Generale dell’Oms sulla pandemia di influenza, ha tenuto una conferenza stampa virtuale con la quale, dopo aver brevemente delineato la situazione epidemiologica attuale, ha risposto ad alcuni importanti interrogativi sul virus A/H1N1v. L’attività pandemica più intensa si registra in Nord Africa, in Asia meridionale e in alcune parti dell’Europa meridionale e orientale. In altre zone del mondo, sta diminuendo o è diminuita, ma si continua a osservare la trasmissione del virus. Per queste ragioni, è ancora troppo presto per affermare che la pandemia sia finita. Nel suo intervento Fukuda ha ribadito che quella in corso è una vera pandemia: coloro che sostengono che l’emergenza provocata dall’influenza A/H1N1v sia solo un bluff, danno credito a un’affermazione scientificamente sbagliata, storicamente inesatta e da irresponsabili. Fukuda ha, inoltre, smentito che la definizione di pandemia fornita dall’Oms sia stata modificata di recente, ricordando che l’Oms ha dichiarato la fase 6 di allerta pandemica per segnalare l’aumento dell’estensione geografica della diffusione del virus, ma non della sua aggressività. Per quanto riguarda la strategia di comunicazione adottata nei confronti del pubblico, Fukuda ritiene che l’Oms abbia fornito informazioni equilibrate e sincere, senza sottovalutare né calcare troppo i rischi e che, sin da subito, abbia parlato di una pandemia di “moderata gravità”. L’impatto sulla salute di questa pandemia è stato senza dubbio moderato rispetto alle conseguenze sulla salute di altre avvenute nel passato, ma i mezzi e le azioni intraprese dai Paesi sono stati di gran lunga i migliori nella storia. Non si sa quanto questi sforzi abbiano aiutato a mediare l’effetto complessivo della pandemia, né è possibile quantificare il numero di infezioni e decessi che sono stati evitati, ma, secondo Fukuda, certamente questo impegno non deve essere sottovalutato. Infine, il consigliere dell’Oms ha anche precisato che all’interno dell’Oms è prassi consolidata l’adozione di misure di salvaguardia di routine contro i potenziali conflitti di interesse e ogni indebita influenza esercitata da interessi commerciali e farmaceutici. Ciò vale per le emergenze del passato, così come per l’attuale pandemia.
Il notiziario riporta anche il n. 12 di FluNews, il rapporto epidemiologico settimanale sulla situazione italiana. Pur nell’ambito di una diffusione del virus globalmente in calo rispetto ai mesi passati, nella settimana fino al 17 gennaio si osserva un lieve aumento dell’incidenza della malattia nelle fasce di età pediatrica (0-4 e 5-14 anni) mentre tra i giovani/adulti (15-64 anni) e negli ultrasessantaquattrenni l’incidenza rimane pressoché stabile.
Vedremo nelle prossime settimane.
Fonti:
Qualunque sostanza, in quantità sufficiente o usata in particolari condizioni, anche se ritenuta comunemente innocua, può produrre effetti tossici.
 Sostanza irritante e nociva
 Sostanza tossica
La tossicità è la capacità di una sostanza introdotta nell’organismo di causare un’azione nociva, dannosa fino alla morte, con meccanismo chimico o biochimico.
Oggi il numero di sostanze e preparati pericolosi presenti in commercio e utilizzati nelle diverse attività lavorative è molto elevato e in continuo aumento. Ciascun lavoratore, nei diversi momenti della propria storia lavorativa, può essere esposto a inquinanti. I diversi effetti sulla nostra salute sono a volte difficilmente prevedibili. È importante ricordare che l’utilizzo di sostanze pericolose non è unicamente legato alle attività lavorative: numerose sostanze pericolose entrano tutti i giorni nella nostra vita e nelle nostre case.
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Appunti di Pronto Soccorso, il libro
La guida per tutti alle piccole e alle grandi urgenze mediche.
Il libro
ISBN 1847990693X, 9781847990693
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